È impressionante, per usare un eufemismo. Così Idc, per bocca del suo analista e program vice president Ryan Reith, descrive l'ascesa continua di Huawei nel mercato degli smartphone. Apple, invece, per la prima volta dal 2010 non si piazza al primo o secondo posto in termini di vendite trimestrali a volume, e proprio per colpa del produttore cinese. Con i marchi Huawei e Honor, la società di Shenzen tra inizio aprile e fine giugno ha venduto 54,2 milioni di telefoni, superando nettamente i 41,3 milioni di iPhone smerciati dalla concorrente californiana, e ha conquistato un market share del 15,8% (in netta crescita sull'11% di un anno prima), contro il 12,1% della Mela (il leggero rialzo sull'11,8% del secontro trimestre 2017).

A favorire Huawei sono stati, spiega Idc, la posizione di forza sul mercato cinese (27% di share), il buon andamento dei modeli P20 e P20 Pro e la politica di marketing abbastanza aggressiva. La Mela, di contro, ha venduto meno ma grazie al costoso iPhone X ha guadagnato parecchio, come emerso chiaramente dagli ottimi numeri finanziari appena annunciati. E l'autunno si preannuncia ricco di opportunità, dato il lancio di tre nuovi modelli diversi per dimensione e tecnologia di schermo (Oled ed Lcd).

Samsung è ancora nettamente in testa, con ben 71,5 milioni di smartphone commercializzati e con una quota del 20,9%, scesa però di due punti percentuali nel giro di un anno. Colpa anche del non esaltante riscontro ottenuto con il Galaxy S9, come per ammissione della stessa azienda sudcoreana. Ottima invece la prestazione della quarta in classifica, Xiaomi, il cui nome inizia ad affermarsi anche in Europa grazie all'apertura delle attività in diversi mercati (Italia inclusa): 31,9 milioni di unità e una quota del 9,3%.

Nella tabella comparativa pubblicata da Idc, le due cinesi al secondo e quarto posto con i loro tassi di crescita superiori al 40% vanno controcorrente in un mercato che dà segnali di stanchezza. Nel secondo trimestre del 2017 erano stati distribuiti 348,2 milioni di smartphone, un anno dopo solo 342 milioni ovvero l'1,8% in meno. Non un calo drastico, ma certo sembrano ormai lontani i tempi del boom di questa categoria di prodotto (che pure resta innovativa, tra metodi di autenticazione biometrica sempre nuovi, fotocamere a doppia o tripla lente e schermi flessibili infrangibili come quello annunciato da Samsung).

 

 

Che cosa succederà prossimamente? “Nella maggior parte dei mercati”, osserva Reith, “la competizione sul segmento di fascia ultra-high end, da 700 dollari e oltre, riguarda soprattutto Apple, Samsung e Huawei, in diversa misura a seconda delle geografie. Ed è improbabile che questo cambi sostanzialmente nel breve periodo. Allo stesso tempo, Xiaomi, Oppo e Vivo stanno lentamente spingendo la propria base di clientela verso l'alto, verso una fascia di prezzo appena inferiore a quella dei primi tre marchi”.