La nuova Internet è un po’ più tricolore. Un po’ più italiana perché, abbandonando la centralità del pc, si sposta verso il mondo mobile, che nella Penisola da sempre riscuote un grande successo. Gli ultimi dati estratti dall’Osservatorio New media e New Internet realizzato dalla School of Management del Politecnico di Milano confermano la tendenza e in questo modo è possibile che venga superata la diffidenza del passato anche perché il cambiamento non riguarda solo il mobile, ma arriva fino alle nuove Tv, si sposta dal browsing alle application e dà grande spazio ai social network.



Secondo Giovanni Toletti, responsabile dell’Osservatorio dell’Università milanese, tutti questi elementi contribuiscono a disegnare la nuova rete, che non soppianta quella tradizionale, ma disegnano un ambiente a noi più famigliare. “Oltre alla grande presenza di smartphone – spiega in dettaglio Toletti - ci sono i tablet che stanno crescendo a tassi importanti. Per quanto riguarda le nuove Tv siamo da sempre Tv centrici e la diffusione delle app, che sfruttano meglio la banda a disposizione, permette di accedere a contenuti anche dove prima era più difficile a causa del digital divide. E poi ci sono i social network per i quali siamo diventati i primi utilizzatori a livello mondiale”.

Il quadro volge al positivo anche per quanto riguarda il business. Se prima, come spiega Toletti “il mondo dei media non è riuscito a monetizzare più di tanto i contenuti”, con la nuova Internet le possibilità aumentano decisamente.

Sugli smartphone siamo già abituati a pagare gli Sms, i tablet sono associati ai cellulari intelligenti e anche sulle Tv sappiamo che si deve pagare. Per questo l’ambiente che si sta delineando può portare a superare quello che da sempre è stato una delle questioni principali dell’Internet che abbiamo conosciuto fino a oggi.    

In questo si inserisce anche il fenomeno dei video che, per quanto riguarda gli user generated content, i traduce ancora con Youtube, ma inizia ad andare molto oltre. “Gli editori tradizionali come Corriere della sera e Repubblica generano traffico crescente” e poi ci sono Rai e Mediaset, mentre è proprio di questi giorni l’arrivo di Sky go su pc, tablet e smartphone.  

Ma come si riflettono queste dinamiche sul mercato? Il settore media, considerando sia la pubblicità che i ricavi generati dai servizi a pagamento, è sceso nel 2011 di circa l'1% sotto quota 16,7 miliardi di euro, lasciando per strada oltre 1,7 miliardi rispetto al picco raggiunto nel 2008. Il buon andamento dei canali fruiti dagli utenti tramite device digitali – in salita del 7% a 5,3 miliardi di euro – non è bastato a sostenere il calo di quelli tradizionali, che hanno segnato un decremento del 5% (la stampa perde il 4%) passando da 11,9 a 11,4 miliardi.



Detto della pervasività degli apparecchi mobili, c’è poi il mondo delle nuove Tv, con le quali si va oltre quello della televisione tradizionale. Cresce infatti l’importanza delle Connected Tv, i televisori in grado di connettersi ad Internet – come spiega il Rapporto - sia “intrinsecamente” (le Internet Tv) sia grazie ad appositi decoder (Over the Top Tv), sia grazie ad altri device (Blu-Ray, consolle, ecc.) che, pur avendo un altro scopo primario, possono consentire la connessione”.

Secondo le stime dell’Osservatorio a fine 2011 sono oltre 1,1 milioni le Internet Tv nelle case italiane ed è crescita anche il tasso di effettiva connessione: nel 2010 era pari a circa il 10% la quota di apparecchi collegabili alla Rete mentre nel 2011 si è passati al 30%.

A queste si aggiungono circa 80mila decoder studiati per portare i televisori online e la loro diffusione è destinata ad aumentare nei prossimi anni in considerazione del fatto che, essendo molto meno costosi dei televisori, possono essere adottati o sostituiti con grande facilità consentendo agli utenti di tener facilmente il passo dei continui sviluppi tecnologici. Vanno poi considerati nel conteggio complessivo circa cinque milioni di console di gioco e oltre 300mila altri device (soprattutto Blu-Ray).

A febbraio 2012 sono infine oltre un migliaio le applicazioni accessibili dalle piattaforme di  Internet Tv dei principali produttori (Lg, Panasonic, Philips, Samsung, Sony), di cui 148 appartenenti alla categoria Media. Grande successo hanno riscontrato in particolare le Applicazioni Video (8% del totale Applicazioni), che sono di gran lunga le App più utilizzate sulle Internet Tv.

Contestualmente alla crescita delle Connected Tv, che rimangono tuttavia ancora marginali in termini di ricavi pay, si avvia invece alla conclusione l’esperienza dell’IpTv, con gli operatori telco che si stanno concentrando sull’offerta di connettività oltre che su loro proposte di Over the top Tv (come CuboVision di Telecom Italia e Chili di Fastweb).


 
Smartphone (cinque milioni il venduto in Italia nel 2011), tablet (858mila secondo Assinform), Smart tv (1,1 milioni) social network (Facebook ha 21 milioni di iscritti), applicazioni (347 quelle legate a property dei media italiani), video online (il valore dell’adv legato a questo segmento è cresciuto dell’80% nell’ultimo anno) e contenuti a pagamento (in forte crescita) disegnano quindi un nuovo quadro che, per quanto riguarda i new media, presenta solo dati positivi.

Crescono infatti i ricavi generati dalle Sofa-Tv digitali (+5%), quelli dei Pc media (+15%) e soprattutto quelli dei tablet  anche se molto limitati in valore assoluto. Cresce del 5% anche il comparto Mobile Media (i servizi fruibili tramite telefoni cellulari o smartphone, con accesso da qualunque tipologia di rete): se il mondo tradizionale (servizi di infotainment via SMS e MMS, musica e video in streaming, ecc.) cala circa del 3%, crescono per contro di oltre il 70% le pubblicitarie e pay per applicazioni e siti mobili.

Nel complesso, chiude così il quadro l’Osservatorio, il mondo degli Internet Media cresce del 13%, con incrementi rapidi delle componenti più innovative (tablet e applicazioni/siti mobili su smartphone). L’incidenza sul fatturato totale dei New Media ha raggiunto così nel 2011 il 24% (era il 23% nel 2010). In maniera sostenuta avanza anche l’advertising su mobile (oltre 70%) grazie alla diffusione del paradigma della navigazione Internet e allo sviluppo delle applicazioni.

Crescono ancora più rapidamente i ricavi da contenuti pay (circa +120% rispetto al 2010), ma rimangono comunque ancora marginali rispetto a quelli pubblicitari. I ricavi pay da siti mobili superano di poco quelli da applicazioni, nonostante una numerosità molto inferiore dei mobile site con offerte a pagamento rispetto alle app.