La tecnologia degli iPhone continua a fare progressi, dirigendosi per esempio verso gli schermi Oled, ma sulle quantità Apple ha deciso di fare marcia indietro. I numeri dei tre nuovi modelli attesi quest'anno saranno più bassi di circa un quinto rispetto ai livelli di produzione del 2017: si produrranno circa 80 milioni di terminali, invece dei 100 milioni della somma di iPhone 8, iPhone 8 Pus e iPhone X. È quanto ha riferito, sulla base di voci condifenziali interne alla supply chain, la testata Nikkei Asian Review: a detta di una fonte, “per i tre nuovi modelli, in particolare, la capacità complessiva pianificata potrebbe essere fino al 20% inferiore agli ordini dello scorso anno”.

L'indiscrezione è verosimile, a prescindere dall'affidabilità (di solito alta) della testata asiatica, perché sarebbe sensata conseguenza del calo di vendite registrato nel quarto trimestre (il periodo in cui si raccolgono i primi e migliori frutti dei nuovi lanci) del 2017, un 1% di contrazione rispetto al quarto trimestre 2016. Non tanto un insuccesso di Apple, quanto un aspetto del più generale andamento negativo del mercato degli smartphone, che Idc riportava in discesa dello 0,3% nel trimestre in questione, dopo anni di boom.

In compenso, il tris di melafonini attesi per quest'anno potrà debuttare un po' prima previsto, cioè nel mese di settembre. A detta delle fonti del Nikkei, già nel mese di luglio fornitori come Foxconn e Pegatron riceveranno gli schermi Oled da assemblare in due dei tre modelli, mentre il futuro iPhone con schermo Lcd (per cui si era chiacchierato di possibili ritardi) verrà alla luce in fabbrica intorno al mese di agosto. Tutti e tre gli smartphone, stando alle voci circolate finora, avranno un sistema di riconoscimento facciale simile al Face ID dell'iPhone X.

Intanto da qualche settimana gli osservatori sono in attesa di vedere Apple diventare la prima società quotata ad aver raggiunto una capitalizzazione di mercato di oltre mille miliardi di dollari. Se anche il traguardo da “one trillion company” non modificherà né le strategie della società di Cupertino né i suoi risultati di vendita, si tratterà comunque di un incredibile pietra miliare raggiunta. L'attuale valore delle azioni Apple è di 191,45 dollari e la capitalizzazione ha superato i 942,2 miliardi di dollari, con sensibile distacco dagli altri colossi Amazon (819 miliardi), Alphabet (780 miliardi ), Microsodt (780 miliardi) e Facebook (545 miliardi).