La crisi non è ancora superata, ma nemmeno sta facendo affondare il dispositivo informatico per eccellenza, bersagliato e trasformato da anni di innovazione spinta: il computer. Nel periodico aggiornamento sui dati di mercato – inclusivi di desktop, workstation, laptop tradizionali e ibridi tablet/Pc – le due principali società di ricerca non concordano perfettamente sui numeri. Gartner, infatti, parla di un mercato in calo volumetrico del 3,6% anno su anno, dai 69,5 milioni di terminali distribuiti nel terzo trimestre del 2016 ai 67 milioni del terzo trimestre 2017. E si tratta del dodicesimo quarter consecutivo di discesa.

Idc si distacca di poco nei numeri, indicando un volume di circa 67,18 milioni di Pc distribuiti, ma limitando allo 0,5% la contrazione (dai 67,5 milioni dell'anno scorso). Le discordanze, come sempre, si spiegano in regione del diverso metodo di conteggio, giacché Idc a differenza di Gartner include nella mercato Pc anche i Chromebook. E proprio i modelli basati su Chrome OS, specie in Nordamerica, mostrano ancora un buon andamento nel periodo dell'anno più dominato dagli acquisti “scolastici”.

A parte qualche discordanza numerica, le analisi delle due società di ricerca concordano su molte dinamiche, nonché sul podio delle aziende leader a valore (tornando a dissentire, poi, dal quarto posto del ranking in giù). Hp ha confermato il sorpasso ai danni di Lenovo, sebbene le differenze di market share fra i due concorrenti si giochino su pochi decimi percentuali, fra il 21% e il 22%. Terza è Dell, con una quota intorno al 15%-16% (a seconda dei punti di vista, come mostrano le tabelle), mentre Asus ed Apple si contendono il quarto posto con esiti diversi per Gartner e per Idc. Quest'ultima sottolinea anche come i primi cinque marchi del mercato abbiano realizzato nel trimestre i 75% delle vendite complessive di Pc da scrivania e portatili.

 

 

Dati di Gartner (non includono i Chromebook e gli iPad)

 

 

Ma perché, se i tablet “puri” senza tastiera hanno ormai dimenticato il boom dei primi anni e comunque non rappresentano un antagonista, e se la categoria dei due-in-uno rientra nei conteggi, nel complesso il mercato continua a calare? Più volte, tra i commenti degli analisti, in questi anni si è parlato della generale crisi economica e dell'allungamento del ciclo di vita dei prodotti, che quindi vengono sfruttati per più tempo prima di essere sostituiti con un nuovo acquisto.

L'avvento di Windows 10 ha aiutato in parte ma con discrepanze geografiche, come sottolineato da Mika Kitagawa, principal analyst di Gartner: “La domanda di Pc aziendali, trainata dagli aggiornamenti a Windows 10, ha continuato a far crescere le consegne in tutte le aree geografiche, ma con tempistiche che variano da regione a regione. I Paesi con un'economia stabile, come gli Stati Uniti, hanno creato un clima positivo, specie tra le aziende medie e piccole, più vulnerabili a eventi esterni, economici o politici”. Al contrario di quanto fatto dalle imprese, le famiglie statunitensi non si stanno buttando sui nuovi acquisti per il back to school, contribuendo al cattivo andamento del mercato in Nordamerica.

 

 

Le vendite trimestrali in area Emea, 19 milioni di unità secondo Gartner, sono in calo dell'1,1% anno su anno, sebbene nei Paesi dell'Europa Occidentale la contrazione sia meno significativa. Idc sottolinea, invece, come la sempre più affermata “mentalità mobile” stia favorendo anche in Emea l'acquisto di notebook, anziché di modelli destkop. Le due società di analisi rimarcano poi un'ulteriore dinamica, anch'essa non nuova: l'aumento del costo dei componenti sta pesando sugli Oem, che lo riversano sui prezzi imposti al consumatore finale. Non si vuole rinunciare ai profitti, ma così facendo si scoraggiano gli acquisti.