È una collaborazione “ad alte frequenze” quella fra Samsung e Arm. Le due aziende, già in partnership da tempo (la prima realizza i processori disegnati dalla seconda), hanno annunciato l’obiettivo di sfondare la barriera dei 3 GHz grazie al processo produttivo a 7 nanometri Lpp (Low Power Plus). L’ostacolo verrà aggirato per la prima volta con le Cpu Cortex-A76, che dovrebbero arrivare sul mercato l’anno prossimo. Ma Samsung non ha intenzione di fermarsi, in quanto gli accordi con Arm proseguiranno anche sul nodo a 5 nanometri Lpe (Low Power Early). La tecnologia a 7 nanometri, ha dichiarato il chaebol, sarà pronta per la fase di risk production nelle prossime settimane e questo processo sarà il primo a essere basato sulla litografia Euv (Extreme Ultraviolet).

Con l’avvento dei chip Cortex-A76, Arm si attende un balzo in avanti delle prestazioni del 35 per cento rispetto alla precedente generazione, con una riduzione dei consumi del 40 per cento. È innegabile che il vantaggio principale delle soluzioni Arm su Intel, fino ad oggi, sia da cercare soprattutto nel basso impatto energetico sui dispositivi. Ma, con la tecnologia messa a disposizione da Samsung, non è da escludere che nel prossimo futuro le Cpu disegnate dall’azienda britannica possano superare i competitor di fascia medio-bassa.

Non è infatti un caso che Microsoft abbia deciso di collaborare con Qualcomm, i cui processori sono tutti basati sul set di istruzioni di Arm, per portare questi chip anche nel mercato dei notebook, aggredendo un settore presidiato quasi in esclusiva da Intel. La casa di Santa Clara sta inoltre incontrando diverse difficoltà nel passaggio ai 10 nanometri ed è stata costretta a rivedere i propri piani, rimandando il salto tecnologico al 2018 e proponendo ancora per quest’anno soluzioni a 14 nanometri.

Con una frequenza massima superiore ai 3 GHz, grafica integrata (Gpu Mali-G76) e fino a 4 MB di cache L3 condivisa, i Cortex A-76 potrebbero quindi candidarsi a essere i primi veri alfieri di Arm al di fuori del mercato degli smartphone, insidiando la maggior parte dei processori Pentium e Celeron di Intel. E perché no, forse anche qualche Cpu Core i3.