Si chiama Mobile Foundation ed è il nuovo portafoglio di software e servizi che IBM mette a disposizione delle aziende intenzionate a sfruttare i vantaggi legati alla diffusione di smartphone e tablet in ambito business. L’intento di Big Blue è quello, dopo la recente acquisizione di Worklight, mettere sul tavolo un’offerta completa in chiave mobile, sotto forma di piattaforma comprensiva di tool di sviluppo, integrazione, sicurezza e gestione delle applicazioni.


Nel mirino di IBM c’è un potenziale mercato da 22 miliardi di dollari, che potrebbe secondo le previsioni crescere a 36 miliardi nel 2015. Da un’indagine compiuta dal colosso di Armonksu più di 700 Cio, inoltre, emerge come tre quarti dei responsabili IT si sia avvicinato a una strategia mobile poichè la possibilità di svolgere attività di lavoro in modo flessibile permette di aumentare del 20% la produttività dei dipendenti riducendo i costi, diminuendo la dipendenza dall’e-mail e adottando servizi cloud based.

All’atto pratico Mobile Foundation – le cui diverse soluzioni sono state annunciate in occasione dell’ultima conferenza IMPACT - promette alle aziende funzionalità per connettere le applicazioni mobili a diversi sistemi cloud e di back-end (tramite  WebSphereCast Iron), sviluppare apps mobili, e le relative infrastrutture di supporto, una sola volta e poterle eseguire su qualsiasi piattaforma (Apple iOS, Google Android e RIM Blackberry) e rendere sicuri gli ambienti mobili con strumenti dedicati di gestione del fenomeno Bring Your Own Device.
 
Arriva l'appliance analitica
Sul fronte della sicurezza, invece,  IBM ha presentato un nuovo strumento di Analytics che, utilizzando una tecnologia di security intelligence avanzata, è in grado di segnalare il comportamento sospetto nelle attività di rete. Il tutto a favore di una migliore difesa dalle minacce nascoste che mettono a repentaglio le reti aziendali aperte a smartphone e social media.

Big Blue è dell’idea che firewall e prodotti di sicurezza tradizionali siano poco efficaci nel contrastare le minacce più evolute – stando al rapporto X-Force Trend and Risk Report 2011, gli hacker hanno intensificato gli attacchi di “social engineering” ed è stato registrato un aumento degli exploit mobili del 19 percento -  ed ecco quindi la necessità di strumenti più adeguati.

Che, secondo IBM, rispondono al profilo di un’appliance come QRadarNetwork Anomaly Detection, soluzione complementare all'impiego di IBM SiteProtector e IBM Network Security IPS che analizza la complessa attività di rete in tempo reale, rilevando e segnalando anomalie che esulano dal normale comportamento di base.

Questa funzione di analisi, spiega la società americana in una nota, non solo può osservare gli attacchi in ingresso, ma anche rilevare le anomalie di rete in uscita, quando il malware potrebbe avere già infettato un sistema "zombie" per inviare dati all'esterno dell'organizzazione. Applicando l’analitica comportamentale e il rilevamento delle anomalie, la nuova soluzione può segnalare eventi irregolari, quali il traffico di rete in uscita verso paesi in cui l’azienda non ha rapporti d’affari o il traffico FTP di un reparto che di regola non usa tali servizi.