Un nuovo laboratorio per sviluppare software è stato aperto da IBM a Manchester. Lo scopo dei ricercatori inglesi è lavorare sulla ottimizzazione, la sicurezza e la virtualizzazione, in particolare per le piattaforme su POWER7.
L'apertura di questo centro è l'ultimo di una serie di investimenti di rilievo nei sistemi high-end di IBM per l’anno 2010. Il laboratorio di Manchester segue a investimenti analoghi nelle risorse di produzione e sviluppo di IBM di quest’anno a Guadalajara, Messico e Poughkeepskie, New York, a supporto dei sistemi e delle soluzioni di storage.
I tecnici del laboratorio di Manchester hanno già sviluppato IBM PowerVM Lx86 per Power System IBM, una tecnologia che consente ai clienti di consolidare le proprie applicazioni Linux sui sistemi IBM.
Altri progetti pilota riguardano la possibilità di raggiungere la “sintonizzazione intelligente del sistema” perché possa decidere automaticamente come analizzare risorse quali la memoria o la potenza di calcolo per l’esecuzione di carichi di lavoro diversi. Il lavoro ridurrà al minimo i requisiti relativi alle competenze del sistema e consentirà ai clienti di re-indirizzare le risorse informatiche limitate verso progetti in grado di generare reddito.
Situato fuori da Deansgate, nel cuore della città, il laboratorio occupa una superficie di 929 metri quadrati ed è anche in grado di realizzare test per lo sviluppo dei sistemi IBM per l’esecuzione di una serie completa di applicazioni perché è collegato a un data center esterno situato nelle vicinanze, con una vasta serie di Power System IBM e server IBM System x.
Il Laboratorio IBM trae le sue origini da Transitive, una società spinout dell’Università di Manchester, acquisita da IBM nel 2009 e molti dei tecnici che ci lavorano si sono laureati presso la stessa università.