I fondatori di Hedera Hashgraph, il registro distribuito per lo scambio di criptovaluta e altri servizi, si vantano di aver realizzato una piattaforma di nuova generazione, che funziona meglio di Bitcoin, Ethereum e compagnia, per una serie di motivi. Di questa piattaforma (così chiamata perché basata su hashgraph, una tecnologia di contabilità distribuita creata nel 2017 dalla software house Swirlds) si parla da tempo ma la notizia fresca è che Ibm e Tata Communications si sono unite alla rosa delle aziende del suo consiglio direttivo “a tempo determinato”: potranno restare in carica per due mandati triennali consecutivi, e la lista definitiva potrà includerne 39. Al momento fanno parte del gruppo la software house Swirlds, Deutsche Telecom, lo studio legale Dla Piper, il retailer brasiliano Magalu e la società di blockchain di Swisscom.

 

Ma perché Hedera è diversa dal altri registri distribuiti, o così pretende di essere? Viene definita dai suoi fondatori come un registro distribuito di terza generazione (considerando Bitcoin ed Ethereum come, rispettivamente, prima e seconda), che può funzionare con un consumo di energia molto inferiore e con processi di verifica molto più veloci a parità di sicurezza.

 

Stando alle promesse, si potranno dimenticare i consumi di larghezza di banda delle tecnologie precedenti e, dunque, i conseguenti costi applicati alle operazioni più elementari, come lo scambio di criptovaluta. Le transazioni saranno rapide e a bassa latenza, richiedendo pochi secondi laddove con altre piattaforme sono necessari minuti oppure ore. L’algoritmo su cui poggia il registro, inoltre, è stabile, rispetta le regolamentazioni internazionali ed è gestita a tempo determinato da una serie di soggetti.  La piattaforma supporta servizi e transazioni di vario tipo, dai pagamenti in criptovaluta agli smart contract, dalla verifica ai fini della compliance (inclusa quella al Gdpr) al tracciamento delle merci lungo la supply chain.