Se c’è un’area dell’Ict in cui la trasformazione, e con essa la richiesta di nuove competenze e figura professionali stanno “esplodendo”, (è il caso di usare questo termine), quella è l’area dei Big Data e della business analytics applicata a moli sempre più imponenti di informazioni. Ibm lo sa bene, e ha trovato nel Politecnico di Milano il partner ideale per mettere in campo delle iniziative di formazione ad hoc.
In realtà ha fatto di più: ha creato, insieme all’ateneo milanese da sempre tempio della conoscenza scientifica e informatica, il primo centro di innovazione e formazione dedicato a questi temi mai inaugurato in Europa. Il Collaborative Innovation Center, questo il nome, svilupperà nei primi cinque anni altrettanti programmi, che verranno poi portati avanti con un “orizzonte di lungo periodo”: programmi che spaziano dalla laurea Magistrale al PhD, dai corsi post-graduate della School of Management agli ambiti delle start-up e degli spin-off, fino al coinvolgimento delle imprese. Insomma, accanto alla preparazione accademica il centro curerà anche quella manageriale, con l’obiettivo di aprire la strada a percorsi di carriera specializzati.
D’altra parte, l’Unione Europea ha più volte sottolineato l’attuale sbilanciamento fra la domanda e l’offerta di lavoro in alcuni ambiti dell’Ict, dal momento che fenomeni come l’esplosione dei Big Data e degli analytics richiedono figure professionali inedite, su tutte quelle del data scientist.
E le stime delle società di ricerca confermano questo scenario: secondo Insead-Empirica-Idc, i posti di lavoro che si genereranno da qui a tre anni sul territorio europeo, considerando solo quelli legati ai Big Data e agli analytics, sono nell’ordine di centinaia di migliaia (fra 372mila e 864mila), e il 70% di tale domanda sarà espresso dalle piccole e medie imprese. Sempre secondo Idc, il valore dei servizi tecnologici correlati ai Grandi Dati passerà dai 3,2 miliardi di dollari di tre anni fa ai 16,9 miliardi del 2015, corrispondenti a un incremento del 5% nella produttività aziendale.
“La Business Data Analytics è un’area di ricerca che riteniamo strategica ed estremamente promettente”, ha affermato Giovanni Azzone, rettore del Politecnico di Milano. “Sviluppare questo progetto con un partner come Ibm pone il nostro nuovo Centro in una posizione di avanguardia accademica e consentirà al contempo a questa grande azienda di poter collaborare con un gruppo di ricerca estremamente qualificato”.
“I risultati ottenuti con il Politecnico”, ha dichiarato il presidente e amministratore delegato di Ibm Italia, Nicola Ciniero, “confermano che qui ci sono intelligenze e risorse preziose, cui noi mettiamo a disposizione un network globale di prim'ordine. Basti pensare che nel solo triennio 2010-2013 abbiamo investito in ricerca oltre 19 miliardi di dollari e che, ininterrottamente dal 1993, deteniamo la leadership nel numero di brevetti depositati negli Usa”.