08/05/2012 di Redazione

IBM riduce i costi consolidando le risorse IT

Big Blue sta lavorando da un anno alla razionalizzazione degli asset informatici: ad oggi è stato ridotto del 70 per cento il numero delle applicazioni aziendali in uso, tagliando le spese di 1,5 miliardi di dollari. L'obiettivo è quello di dimezzarle ult

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IBM ha ridotto del 70 per cento il numero delle applicazioni interne in uso da parte dei dipendenti. Quando la società ha iniziato i suoi sforzi per il consolidamento delle risorse aziendali erano in uso circa 16mila applicazioni. Nonostante il numero da allora si sia ridotto a sole 4500 applicazioni, il CIO Jeanette Horan continua a ritenere che siano "ancora troppe".

Per questo motivo la Horan ha dato al suo staff il compito di ridurre di un ulteriore 50% il numero delle restanti applicazioni entro la fine del 2015, così da far sopravvivere solo il 15 per cento della dotazione originale. La Horan ammette di non sapere se sarà possibile raggiungere questo traguardo, ma si congratula con sé stessa perché "è un buon obiettivo".

Lo scopo di questa politica di gestione aziendale è ovviamente quello di ottimizzare le risorse evitando sprechi. IBM è una multinazionale molto grande con sedi in tutto il mondo che comprendono produzione, amministrazione, ricerca e sviluppo e altro, e a quanto si apprende fino a poco tempo fa ogni divisione usava differenti applicazioni per la propria gestione interna. Grazie a questa politica Big Blue ha finora risparmiato circa 1,5 miliardi di dollari con la sola riduzione delle applicazioni in uso.

A parte la questione dei costi per le licenze, il problema era la raccolta centralizzata dei dati provenienti da applicazioni e gestioni differenti, come si può ben immaginare. Come ha spiegato la Horan, infatti, "con applicazioni diverse nei vari Paesi non si dispone di un processo globale". Difficile darle torto, per questo il lavoro più importante del responsabile IT in carica da un anno è quello di fare in modo che le stesse applicazioni, attentamente selezionate, diventino comuni a tutte le divisioni interne.

L'esempio di IBM dovrebbe essere seguito da molte altre aziende, sia multinazionali sia di medie dimensioni, soprattutto in un momento in cui i dati si spostano verso il cloud, come ha spiegato John Longwell, vice presidente della società di ricerca Computer Economics.


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