Ibm semplifica la vita alle banche con un aggiornamento della sua soluzione Financial Transaction Manager (Ftm). In tutto il mondo, per gli istituti finanziari l’elaborazione delle transazioni è un’attività complessa, distribuita su diverse piattaforme e spesso frammentata su molte valute e tipologie di operazioni diverse. Ora, con il nuovo Ftm le banche possono far convergere le proprie operazioni di pagamento Swift (Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunication) su un unico hub.
 
Fino a ieri, Ibm già supportava attraverso il suo Financial Transaction Manager la trasmissione di circa il 30% dei messaggi finanziari gestiti dalla rete Swift. “Con questo annuncio”, spiega l’azienda, “Ftm espande l’offerta di una piattaforma multi-pagamento, multi-valuta, in grado di fornire la velocità, la sicurezza e la semplicità che le banche cercano per la creazione di nuovi servizi e la fornitura di soluzioni sia batch sia in tempo reale ai loro clienti”. Poter disporre di un unico hub permette infatti di semplificare e rendere più veloci e trasparenti le operazioni di pagamento. Di conseguenza le banche possono migliorare l’efficienza operativa, ridurre i costi e al tempo stesso fornire un’esperienza di banking integrata ai loro clienti.
 
“Le banche”, ha commentato Keith Melton, director di Ibm Commerce Payments, “si confrontano con sfide impegnative nel coordinamento dei molti conti e dei diversi canali di comunicazione, necessari per assicurare un flusso di denaro senza soluzione di continuità attraverso le loro reti globali. Tra queste sfide si possono citare i costi eccessivi, le inefficienze dei processi, la gestione di cassa e le operazioni finanziarie correlate”.
 
“Il primo hub internazionale digitale”, ha aggiunto Melton, “renderà più facile per i clienti convertire i pagamenti e aiutare i nostri clienti del settore bancario a tenere testa alla concorrenza proveniente dalle agenzie di cambio”. Secondo i dati di McKinsey, nel 2013 i pagamenti rappresentavano un business da 1,3 trilioni di dollari per le banche e circa un terzo dei loro ricavi totali, con la previsione di arrivare al 36% nel 2017.
 

 

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