Basta premi di produzione per i dipendenti di IBM della divisione Global Technology Services nel Nord America. Big Blue ha annunciato che quest'anno la maggior parte dei dipendenti e i dirigenti GTS non avranno un centesimo in più dello stipendio, nonostante i conti in ordine e il buon andamento finanziario dell'azienda. IBM quest'anno si è riconfermata leader delle piattaforme di social collaboration per le imprese (dati IDC), domina nei supercomputer, è ottimamente equipaggiata per il cloud ed è ai vertici in molti altri settori IT.
IBM riserva i premi di produzione solo alle eccellenze
La numero uno Virginia Rometty intende tuttavia spingere sull'acceleratore della crescita potenziando al massimo i servizi che saranno più strategici nel medio periodo. Per questo i premi arriveranno solo a quei dipendenti che rispondono ai requisiti di alte competenze di cui l'azienda necessita per ampliare il proprio business. "Ci sono gruppi di lavoro con competenze mirate che beneficeranno di aumenti di stipendio nel 2012, ma nessuno dei dirigenti intascherà aumenti salariali" ha spiegato il portavoce Trink Guarino.
I siti internazionali hanno già raccolto le prime rimostranze dei lavoratori, che si sono visti comunicare la notizia tramite una mail ufficiale recapitata a tutti e pubblicata integralmente da Business Insider, in cui si spiega che "il programma di retribuzione da lavoro dipendente tiene conto di una serie di elementi, tra cui la competitività di compensazione nei mercati in cui operiamo, la capacità di attrarre e trattenere le persone con competenze di cui abbiamo bisogno, la performance di business e gli investimenti nell'assunzione di altri dipendenti. [...] Il nostro obiettivo è quello di garantire la competitività della struttura dei costi del lavoro, al tempo stesso muovendoci in maniera aggressiva nelle aree che rivestono importanza strategica per i nostri clienti e richiedono soluzioni innovative".
Ne segue che "non ci saranno bonus nella divisione GTS (Global Technology Services) nel 2012. Gli investimenti si concentreranno solo sui gruppi focalizzati sulle aree di business strategiche, in base alle esigenze del mercato locale".
Il dipendente anonimo che ha divulgato il messaggio l'ha definito "un altro schiaffo in faccia" ed è da riconoscere che la discriminazione nel trattamento economico fra gruppi di lavoro differenti non è piacevole per chi la subisce. Soprattutto negli Stati Uniti dove si usa riconoscere ogni anno a tutti i dipendenti premi di produzione commisurati unicamente all'aumento del fatturato o delle quote di mercato.
Ora l'approccio di IBM cambia: l'azienda secondo il rancoroso dipendente è "maniacalmente concentrata sul taglio dei costi del lavoro". L'impressione dall'esterno tuttavia è che IBM stia mettendo da parte la democrazia in favore della meritocrazia e intenda portare in palmo di mano le competenze che possono fare davvero la differenza, lasciando agli altri decidere se restare o andarsene. Quanto agli altri, in assenza di competenze specifiche importanti, per l'azienda non sarà difficile rimpiazzarli il giorno che dovessero trovare un altro posto di lavoro.
Dal punto di vista aziendale l'atteggiamento ha quindi una sua logica, perché punta sulla crescita sviluppata per obiettivi e sulle persone (che nell'ambito di IBM sono migliaia impiegate in gruppi di lavoro strategici) che hanno le capacità di garantirla. ll punto focale della questione, casomai, è nelle modalità attraverso le quali IBM potrà stabilire chi è meritevole dei premi di produzione o meno, a prescindere dal ruolo occupato in azienda.