Il cloud computing comporta di per sé investimenti in hardware: o perché le imprese acquistano le soluzioni "tutto compreso" per fare i primi esperiemnti di private cloud oppure sistemi che servono per fornire servizi di cloud pubblico.
Come la si giri, dicono in
IDC, i produttori di server saranno contenti dalle nuove vendite associate al paradigma cloud.
Le cloud private balzeranno dai 2,6 miliardi del 2009 a 5,7 miliardi nel 2014
La stima che i ricercatori fanno a proposito delle
public cloud è di un incremento dai 582 milioni di dollari del 2009 a 718 milioni nel 2014. Gli investimenti da parte dei
più grandi cloud privati invece rappresenteranno, sul totale del fatturato dei fornitori di server, un incremento molto più consistente:
dai 2,6 miliardi del 2009 a 5,7 miliardi nel 2014.Cifre queste ultime che si abbinano bene con altre indagini IDC che indicano come il 44% dei manager IT coinvolti stanno progettando cloud private.
Stabilito che i servizi cloud sono quelli che vvono in tempo reale abbinati al collegamento internet, la differenza tra cloud pubblica e privata è che la prima aperta al più ampio universo di utenti, senza restrizioni; disegnate per mercati verticali piuttosto che sulle necessità d'una specifica impresa.
Il cloud privato, invece, ha gli accessi limitati ai dipendenti e partner aziendali, nei casi si tratti di azienda singola o estesa, che condividono risorse di calcolo e memorizzazione interne dell'azienda non vendute a a terzi, con il reparto IT che "vende" agli altri reparti i propri servizi e applicativi informatici ai vari reparti e dipartimenti.