Sono ripresi i lavori di un grande data center a Salt Lake City da parte di Oracle. Lo scorso anno i lavori erano stati interrotti senza darne chiare spiegazioni al giornale locale The Salt Lake Tribune.
Il progetto edilizio copre un'area di 240.000 piedi quadrati (22.300 metri quadrati) con un investimento di circa 285milioni di dollari.
Utah Compute Center Oracle in West Jordan, Utah
L'interpretazione corrente circa la ripresa dei lavori è un accresciuto interesse da parte di Oracle a posizionarsi meglio nello scenario competitivo del
software on demand, soprattutto dopo l'acquisizione consolidata di Sun Microsystems e dei suoi data center compreso uno ai confini del Colorado.
Oracle fornisce già soluzioni on demand e Software as a service (SaaS) nell'ambito del CRM.
Nel corso del 2009 ha realizzato 779 milioni di dollari nell'on demand: poco rispetto al volue di business complessivo.
Ma l'opzione verso la SaaS sembra sia inevitabile e soprattutto particolarmente importante per le Fusion Applications dell'ambito Business Intelligence (
Siebel, PeopleSoft) che saranno proposte con un misto di combinazioni commerciali, on premise e on demand.
Anzi, sembra che le
Fusion Applications vengono sviluppate come
"SaaS ready" ma proposte ai clienti, come prima opzione, on premise. Quando il mercato sarà maturo e la richiesta monterà, sarà facile proporle anche on demand e a consumo.
Altimeter Group stima che Oracle stia lavorando a circa 20-30 prodotti SaaS. Il 92% dei contratti di Oracle CRM (Customer Relationship Management) da gennaio fino a qui, dicono gli analisti di Altimeter, sono nella versione on demand. E addirittura: "
Potrebbe non essere incredibile vedere il 50% del business Oracle provenire dalla cloud entro il 2014".