AMD non subirà effetti collaterali dallo shortage di hard disk. Ne è convinto Rory Read, amministratore delegato dell'azienda, secondo cui subito dopo la catastrofe naturale in Thailandia c'è stato un momento difficile, ma il mercato ha tenuto e ora le cose stanno "andando abbastanza bene". Proseguendo, Read ha spiegato che "forse ci saranno ancora momenti difficili nel primo e secondo trimestre del 2012, ma scommettere contro la catena di fornitura non sarebbe vincente".
Secondo il CEO di AMD la sua azienda non subirà alcun impatto dalolo shortage di dischi fissi
È evidente che il neo CEO di AMD vede le cose sotto una luce differente rispetto alla diretta concorrente (Shortage hard disk: Intel taglia le stime dei ricavi), ma anche rispetto ai molti analisti di mercato, che non intendono cambiare idea: dopo Intel a subire l'onda lunga dell'alluvione saranno AMD e Nvidia. Non si tratta di antipatia verso questi produttori o di osservazioni senza fondamento, ma semplicemente di un calcolo che scaturisce dalle quote di mercato.
HP e i primi cinque produttori mondiali di computer hanno tagliato la produzione in funzione dell'approvvigionamento di dischi fissi: IHS ha calcolato che saranno spediti 3,8 milioni di computer in meno a livello globale nel prossimo trimestre. Le spedizioni dovrebbero quindi scendere da 88 milioni a 84,2 milioni.
In virtù di questi calcoli non è difficile dedurre che il primo fornitore a farne le spese è Intel, presente in oltre il 50% dei sistemi. Nel taglio è tuttavia impossibile che non siano coinvolti anche il secondo produttore di CPU e Nvidia, che fornisce la grafica dedicata a moltissimi prodotti, soprattutto in ambito consumer.
Probabilmente Read ha basato la sua osservazione sulla situazione odierna, che è poco compromessa in quanto, sempre secondo gli analisti di iSuppli, "la supply chain di PC riferisce di avere scorte di dischi fissi sufficienti per il quarto trimestre del 2011". Il guaio è che "queste scorte si esauriranno nel primo trimestre del 2012, e sarà in questo periodo che si registrerà l'impatto della produzione PC".
Intanto Western Digital ha fatto sapere che a inizio dicembre è stata ripresa la produzione in una delle sue fabbriche a Bang Pa-In. La situazione tuttavia resta critica perché e altri siti produttivi sono ancora sommersi da più di mezzo metro d’acqua.