Il maggiore ostacolo alla diffusione del cloud computing e della virtualizzazione è che ancora in (relativamente) pochi si fidano di queste nuove tecnologie. I dati aziendali sono al sicuro? La gestione sarà facile? Quali sono i rischi?

Virtualizzazione, molti server in una sola macchina

Rispondere a queste domande non è mai facile, nonostante gli sforzi fatti da tutte le aziende attive nel settore, che cercano di vendere le loro soluzioni sul mercato.

A dare una risposta ci prova Art Coviello, Coviello, Executive Vice President di EMC e Executive Chairman di RSA, la divisione di sicurezza di EMC. E Lo fa delineando una strategia precisa, che si riassume in motto: "Prove, non promesse. Come si crea la nuvola sicura".

Virtualizzazione e cloud computing, spiega Coviello, hanno l'obiettivo di "offrire le informazioni alle persone corrette attraverso un'infrastruttura sicura in un sistema che può essere gestito e governato", ma allo stesso tempo presentano difficoltà specifiche che vanno affrontate con strumenti nuovi e creativi.

"EMC sfida il pensiero convenzionale affermando che il cloud può soddisfare le condizioni di sicurezza, compliance e prestazioni di qualunque processo di business. […] Tuttavia, fidarsi a portare sulla nuvola attività mission critical necessita la capacità di ispezionare e monitorare le reali condizioni del cloud in prima persona, non semplicemente fidandosi di dichiarazioni di terzi".

Le richieste di sicurezza si devono allineare, secondo Coviello, ad alcuni attributi fondamentali, ma soprattutto è fondamentale che si costruisca "La capacità delle aziende di ispezionare e certificare le condizioni in prima persona rappresenta il più elevato standard di fiducia nel cloud. Uno standard basato su fatti, non promesse".

O, in altre parole, se vogliamo davvero che queste innovazioni si diffondano, dobbiamo permettere agli utenti di vederle all'opera, e di vedere con i propri occhi i vantaggi che offrono. Ne saremo capaci?