Netcomm – Consorzio del Commercio Elettronico Italiano – si unisce ai commercianti europei per dire all'Unione Europea che la direttiva "Diritti dei Consumatori" è sbagliata e pericolosa. Metterebbe a rischio tutto il settore, nel tentativo di concedere più diritti ai consumatori.
La proposta, sottoscritta lo scorso 20 marzo a Strasburgo, vuole essere
infatti una misura per tutelare chi acquista online e – in linea
teorica – uno strumento per sostenere il settore, aumentando la fiducia
dei consumatori. Per molti commercianti però c'è il rischio di chiudere, e anche quello "di generare una pericolosa spirale inflazionistica".
E-commerce, in molti ancora non si fidano
Il problema starebbe nel fatto che questa proposta è nata sbilanciata: tiene conto degli interessi dei consumatori, ma non (abbastanza) di quelli dei negozianti. Al centro dei riflettori ci sono in particolare tre articoli, 16, 22 bis e 17. Darebbero al consumatore 28 giorni per restituire un prodotto, e al venditore l'obbligo di rimborsalo non appena ricevuta la richiesta; inoltre ci sarebbe l'obbligo per il venditore di rispettare i contratti del paese in cui vive l'acquirente.
Secondo i commercianti queste nuove misure arriverebbero a innalzare i costi di 10 miliardi di euro all'anno, e ci sarebbe un conseguente aumento dei prezzi. I beni restituiti aumenterebbero fino a cinque volte, con un impatto negativo anche "sull'ambiente a causa di un aumento delle emissioni di CO2".
Insomma, se si dà più tempo ai consumatori per pensarci, è probabile che cambino idea sugli acquisti fatti. E rimandando indietro il prodotto s'inquina. Il disastro preannunciato non spiega tuttavia perché con più tempo a disposizione un consumatore dovrebbe essere più portato a restituire un prodotto.
"In questo contesto, le organizzazioni firmatarie esortano i propri rappresentanti e le Autorità europee ad astenersi dall'adottare gli articoli 16 e 22 bis nella loro attuale versione e si oppongono all'articolo 17 così come proposto nell'ultima variante dal Parlamento, nell'interesse delle imprese e dei consumatori europei e in vista della realizzazione di un Mercato Unico Interno", conclude il comunicato stampa.