Oracle ha “il primo e unico database autonomo al mondo”, ha sottolineato con l’usuale orgoglio Larry Ellison, oggi Cto dell’azienda ma ancora suo principale volto. Lo ha fatto nel commentare i risultati finanziari del terzo trimestre, periodo in cui l’Autonomous Database (tecnologia svelata ormai due anni orsono, che impiega algoritmi di machine learning per automatizzare i processi e ridurre al minimo la necessità di intervento umano) è cresciuto nell’adozione. “Alla fine del terzo quarter”, ha sottolineato Ellison, “avevamo quasi mille clienti paganti di Autonomous Database e abbiamo aggiunto nel periodo circa 4.000 nuovi trial”, cioè prove gratuite di questo servizio fruibile via cloud. “Siamo ancora all’inizio”, ammette il chief technology officer, “ma questo è per Oracle il lancio di prodotto di maggior successo degli ultimi quattro anni”.

Sono spettati, invece, al co-amministratore delegato Safra Catz (che divide l’incarico con Mark Hurd) i commenti sull’andamento di un trimestre di crescita, sì, ma secondo parametri non-Gaap. “Sono soddisfatta dei risultati non-Gaap del terzo trimestre”, ha detto la Ceo, “dato che il fatturato è cresciuto del 3%, il reddito operativo del 5% e l’utile per azione del 12%, a valuta costante”. Nella misurazione standard, invece, i numeri scendono per effetto delle oscillazioni del dollaro e delle compensazioni dovute agli azionisti, ma il risultato è stato comunque superiore alle attese degli analisti.

Il giro d’affari complessivo del trimestre ha raggiunto i 9,61 miliardi di dollari, più dei 9,59 miliardi pronosticati dagli osservatori. Forse però ci si aspettava qualcosa in più dall’andamento dell’offerta cloud, sempre più importante nella strategia di Oracle come in quella dei suoi concorrenti.

 

 

Alcuni prodotti sono, sì, cresciuti molto:  sommando le applicazioni per la gestione delle risorse umane (Fusion Hcm), l’Erp, la gestione della supply chain e la manifattura, nel trimestre i ricavi sono saliti del 32% anno su anno, e anche le applicazioni NetSuite Erp Cloud hanno fatto registrare un +30%. Nel complesso, tuttavia, il ricavi della vendita di servizi e licenze cloud sono aumentati solo dell’1% anno su anno (o del 4% a valuta costante).

A commento dei risultati del terzo trimestre, il country manager italiano Fabio Spoletini (anche regional senior vice presidente per Italia, Francia, Iberia, Russia e Cis) ha sottolineato come nel nostro Paese Oracle stia “progressivamente migliorando la sua affermazione come cloud company”, sia per quanto riguarda l’offerta di infrastruttura e piattaforma sia nei servizi gestiti. Per quanto riguarda il Software as-a-Service, “abbiamo avuto grandi soddisfazioni, in particolare nel comparto della CX”, sigla che include sia la customer experience sia il servizio clienti. Tra i clienti italiani spiccano Pirelli, PostePay, Mediaset e Sirti.