Con i telefoni Nokia si rischia di trasmettere dati riservati verso server controllati da China Telecom, alla faccia di ogni privacy. Nei giorni in cui si discute del ruolo di Huawei nella definizione delle future reti 5G (e mentre il presidente cinese Xi Jinping è in visita in Italia per sigillare l’accordo sulla Nuova via della seta), ancora una volta un’azienda imparentata con la Cina è sotto i riflettori per questioni riguardanti la mancata protezione dei dati. Hmd Global, l’attuale licenziataria del marchio Nokia, è l’azienda che commercializza lo smartphone sotto accusa, perché si tratta infatti di uno specifico modello: il Nokia 7 Plus.

Pur essendo domiciliata in Filandia, a Espoo, Hdm Global affida sia le attività di ricerca e sviluppo sia la fabbricazione a una società cinese legata a Foxconn. Per questo si può dire che gli attuali smartphone Nokia siano più “cinesi” di quanto non lo siano, per esempio, gli iPhone di Apple (assemblati in Asia da Foxconn e da altri fornitori, ma progettati a Cupertino).

Come riportato dall’emittente finlandese Nrk, un utente si sarebbe accorto di uno strano flusso di dati inviati all’estero dal proprio Nokia 7 Plus. Henrik Austad, questo il nome, sostiene che dati non crittografati, alcuni dei quali relativi a posizione Gps, numero della scheda Sim e numero seriale del dispositivo, siano stati trasmessi a un server denominato “vnet.cn”, che è poi risultato appartenere alla rete di China Telecom. Operatore controllato dal governo di Pechino, neanche a dirlo.

 

 

Da qui la naturale preoccupazione e la risonanza mediatica della notizia. Hdm Global ha però gettato acqua sul fuoco spiegando che non si è trattato di spionaggio ma di un problema conseguente a un aggiornamento software dello scorso gennaio.  “Possiamo confermare che non è stata condivisa con terze parti nessuna informazione associabile a utenti identificabili”, ha fatto sapere l’azienda a Reuters, aggiungendo che l’errore software riguarda “un singolo lotto di un solo modello”. Non è chiaro, dunque, quanti possessori di Nokia 7 Plus abbiano acquistato un pezzo appartenente al “lotto sfortunato”, per così dire.

Queste parziali rassicurazioni non bastano in ogni caso all’autorità di tutela dei dati personali finlandese, rappresentata dall’avvocato Reijo Aarnio. Come spiegato a Reuters, sarà avviata un’indagine per capire se il trasferimento di dati abbia riguardato anche informazioni personali, “e se ci sia una giustificazione legale a tutto ciò”, ha detto il legale.