Zte si lecca le ferite dopo essere rientrata nella lista degli “amici” degli Stati Uniti. In un documento depositato alla Borsa di Hong Kong, dove l’azienda cinese è quotata, si legge che la società si aspetta una perdita per il primo semestre di circa un miliardo di dollari. La cifra corrisponde grosso modo alla multa inflitta al vendor dal Dipartimento del Commercio a stelle e strisce, parte di un più ampio piano di controllo che il governo statunitense intende operare su Zte dopo che quest’ultima si è dichiarata colpevole di aver violato l’embargo nei confronti dell’Iran. Una condotta giudicata scorretta dalla Casa Bianca, che si è fatta promotrice di un bando contro il colosso cinese per impedirgli di condurre affari con partner tecnologici americani per diverse settimane.

Una radicale stretta sul business che, se non è comunque riuscita a cancellare Zte dal mercato, ha costretto la compagnia iscrivere a bilancio un rosso sostanzioso. “La considerevole flessione nei risultati è principalmente dovuta a perdite operative e alla svalutazione derivanti dalla sospensione di tutte le nostre principali attività”, ha scritto il vendor asiatico nella nota.

In Italia l’azienda, presente dal 2007 con uffici a Roma e Milano, si è detta “consapevole dell’importanza di soddisfare le aspettative di tutti i suoi partner” e “dell’enorme lavoro da fare”. “Dimostreremo ancora una volta sul campo di essere perfettamente in grado di innovare l’Italia con soluzioni tecnologiche all’avanguardia e di presentare nuove soluzioni e prodotti che rilancino l’economia”, ha spiegato Hu Kun, amministratore delegato di Zte Italy e presidente per l’Europa occidentale.