Ant Financial, compagnia di Alibaba Group conosciuta anche come Alipay, ha lanciato un servizio di portafoglio elettronico che sfrutta la tecnologia blockchain per inviare rimesse. Il primo trasferimento di denaro da Hong Kong alle Filippine è avvenuto in soli tre secondi e a un costo molto inferiore rispetto a quello di una transazione bancaria tradizionale. Il servizio è offerto da Standard Chartered e Gcash, progetto di Ant con la società di telecomunicazioni filippina Globe Telecom. Durante l’evento di lancio, il fondatore di Alibaba Jack Ma ha affermato che l’utilizzo della tecnologia dei blocchi andrà molto oltre questo tentativo. Basti pensare che, secondo quanto spiegato dal tycoon, “ci sono ancora 1,7 miliardi di persone nel mondo che non hanno un conto in banca, ma la maggior parte di loro ha un telefono cellulare”.

Pur non conoscendo i dettagli del progetto, è molto probabile che il nuovo servizio di Ant prenderà forma in un’applicazione per smartphone, abbassando ulteriormente la barriera di ingresso verso il mondo del trasferimento di denaro da mobile per buona parte della popolazione mondiale. Con un’ulteriore spinta data proprio dalla blockchain.

Per il presidente del colosso cinese, questa tecnologia dovrebbe essere usata per risolvere questioni sociali e ambientali. “Almeno in Alibaba”, continua, “la blockchain deve essere la soluzione ai problemi di privacy e sicurezza tipici dell’era digitale”. Se i registri distribuiti, secondo l’imprenditore, sono promettenti, non si può dire invece lo stesso della loro applicazione (ad oggi) più famosa: i bitcoin.

Il fondatore di Alibaba si è infatti detto preoccupato della più famosa valuta digitale e della sua estrema volatilità e non ha esitato a definirla “una bolla”. L’obiettivo del fondatore del gruppo adesso è di estendere il nuovo servizio anche al resto del mondo. Lo scorso anno, secondo Ant Financial, duecentomila lavoratori filippini ad Hong Kong hanno inviato al proprio Paese d’origine circa 700 milioni di dollari, pagando spese bancarie molto alte sulle loro transazioni.

Così, Jack Ma si è scagliato contro gli istituti di credito tradizionali, affermando che “servono il 20 per cento della popolazione e ottengono l’80 per cento di profitto. Le nuove realtà finanziarie dovranno invece servire l’80 per cento della popolazione, ottenendo il 20 per cento di profitto”.