Stephen Elop è un leader a cui manca una visione a lungo termine, che ha sacrificato Symbian per inseguire il sogno di vivere la "magia culturale statunitense", a discapito dell'identità finlandese dell'azienda. Sono pesanti le accuse che Lee Williams, vice presidente di Nokia dal 2006 al 2009, rivolge contro Elop nel corso di un'intervista con Cnet UK.
Stephen Elop, Ceo di Nokia
In dettaglio, secondo Williams il numero uno di Nokia in realtà non ha alcun piano
nonostante sia in carica ormai da tempo. Il problema è che Elop agisce
come un direttore finanziario, si preoccupa solo di far quadrare i conti
e focalizza la sua attenzione sempre e solo verso l'interno
dell'azienda, senza mai guardare al di fuori.
Williams è pur sempre un ex, quindi le sue parole sono da prendere con le molle, e non stupisce il suo disaccordo completo sulla politica di Nokia, che secondo lui non aveva bisogno di una sterzata così forte come quella che ha dato Elop, che con i troppi cambiamenti nessi in atto non ha fatto altro che creare sovracompensazioni per i fallimenti del passato. Il risultato è secondo Williams un primato di emorragie di cassa, di clienti e di dipendenti senza precedenti fra le aziende tecnologiche europee.
Gli sbagli c'erano, è evidente, ma in alcuni casi stava facendo le cose giuste, però non c'è stato il tempo di metterle in pratica e raccoglierne i frutti. Williams ammette infatti che i guai di Nokia sono cominciati quando Apple e Google sono entrati nel mercato della telefonia.
In ogni caso Williams reputa che sia stato un bene non salire sul carro di Android, che avrebbe creato problemi anche maggiori di Microsoft, perché gli obiettivi di business di Google sono in conflitto con la necessità di Nokia di creare un ecosistema distintivo proprio.
Williams ha spiegato che "Android è un'offerta meno capace di alcune
opzioni che Nokia offre tutt'oggi e non è certamente quello a cui si fa
riferimento come sistema aperto". In ogni caso, i pro e i contro di
Android sono ormai un discorso accademico: Elop ha tagliato i ponti con
Google e si è schierato come baluardo di Microsoft e del suo Windows
Phone. Peccato che, sempre secondo Williams, "ora hanno un prodotto che non ha alcuna caratteristica che lo differenzia, con un'autonomia inferiore ai concorrenti" e altre pecche che non gli permettono di eccellere.
"Questi prodotti avranno un certo successo sul mercato, ma non
batteranno la concorrenza" vaticina Williams, che prosegue spiegando che
"con il tempo possono [Nokia e Microsoft] risolvere alcuni problemi, ma
il giudizio finale spetta al mercato". E uno dei problemi più grossi di
Nokia è che è legata doppio filo con Microsoft: "quando il software è
sviluppato da un'altra azienda, con severe restrizioni di controllo
delle modifiche, viene meno la flessibilità necessaria per adattare il
software alle proprie esigenze".
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Insomma secondo l'ex tutto sembra essere pronto per un fallimento epocale. Williams calcola che
ad Elop restino fra sei mesi e un anno prima che il consiglio di amministrazione lo mandi a casa e riporti Nokia verso il suo patrimonio software, ma questa volta con un progetto in cui crede. Non resta che attendere.