Gli iPhone del 2020 potrebbero impiegare per la prima volta chip costruiti con processo a 5 nanometri. L’indiscrezione è stata riportata dalla testata specializzata Digitimes, citando direttamente il produttore taiwanese Tsmc, fornitore di Apple. L’azienda asiatica ha infatti annunciato di aver completato il design dell’infrastruttura a 5 nanometri all’interno del progetto Oip (Open Innovation Platform), sottolineando la prossima disponibilità di system-on-chip di questo “calibro” per l’industria mobile e dell’high-performance computing. Se confrontato con il nodo a 7 nanometri, questo nuovo processo offre il 15 per cento in più di prestazioni su core Arm Cortex-A72 e una densità logica superiore di 1,8 volte, grazie soprattutto alla fabbricazione tramite litografia ultravioletta estrema (Euv).

Una serie di avanzamenti che fanno ovviamente gola anche ad Apple, cliente di lungo corso di Tsmc. Il gruppo taiwanese è infatti fornitore esclusivo dei chip della serie A progettati da Cupertino per i propri dispositivi. Ma i 5 nanometri non sono il traguardo ultimo della fonderia asiatica, in quanto indiscrezioni circolate in passato danno l’azienda pronta a passare ai 3 nanometri entro il 2022.

Ma la Mela sta lavorando anche sul fronte software. In queste ore la società ha confermato anche per l’Europa il supporto di Apple Music per i dispositivi con Amazon Alexa. La compatibilità è prevista per ora solo per gli utenti irlandesi e britannici, ma la disponibilità per gli altri Paesi (Italia compresa) dovrebbe essere una questione di tempo.