Il “connection divide” si combatte dallo spazio. Ne è convinto sicuramente Elon Musk, il patron di Tesla e SpaceX, che ieri ha formalmente chiesto al governo americano di voler lanciare in orbita 4.425 satelliti, con l’obiettivo di portare l’accesso alla Rete in ogni angolo della Terra. E con velocità pari a un gigabit al secondo per utente. Un progettodescritto in un documento depositato presso la Us Federal Communications Commission, del valore di circa dieci miliardi di dollari e che vede anche Google tra i finanziatori, con una fiche da un miliardo. L’iniziativa, partorita dalla mente di Musk già nel 2015, si dovrebbe dividere in più fasi. La prima prevede il lancio di circa ottocento satelliti che coprano Stati Uniti, Porto Rico e le Isole Vergini americane. I “ripetitori” pesano 386 chili, sono lunghi quattro metri e possono orbitare a un’altitudine di circa 1.200 chilometri.

Da SpaceX Al momento non sono filtrate altre indicazioni, nemmeno circa la data del primo lancio. È quasi certo che se il primo tentativo dovesse rivelarsi fruttuoso, SpaceX procederà poi con la seconda fase. Va detto che Musk non è molto fortunato con le missioni galattiche. A settembre, nella base Nasa di Cape Canaveral, durante un test di accensione era esploso il razzo Falcon 9 di SpaceX con a bordo un satellite destinato a portare connettività nell’ambito del progetto Internet.org di Facebook.

La stessa iniziativa del social network di Menlo Park è nata proprio per facilitare l’accesso al Web nelle zone più povere e remote del mondo. Il satellite distrutto era frutto della collaborazione con la francese Eutelsat e avrebbe dovuto portare connettività in alcune aree dell’Africa orientale, occidentale e subsahariana.

Falcon 9 aveva in passato portato a termine altre missioni: nel 2012 aveva posizionato correttamente la capsula orbitale Dragon di SpaceX, portandola a raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale (Iss). Ma è probabile che l’incidente di settembre non abbia scalfito i sogni galattici di Elon Musk e la sua volontà di portare il “verbo” del Web in tutto il globo terrestre.