Sono più di 500 mila in 24 ore le persone che hanno scaricato Immuni. Ad annunciarlo il Ministro per l’Innovazione Paola Pisano. L’app, promossa dal Ministero della Salute per aiutare il contenimento dell’epidemia da coronavirus attraverso il contact tracing, è disponibile da lunedì. Chi ha un iPhone con sistema operativo iOS (da 13.5 in poi) può scaricarla dall’Apple Store, mentre per gli smartphone Android (dalla versione 6) è presente su Google Play.

Immuni non è però ancora operativa. Si parte, dal prossimo 8 giugno, con una sperimentazione in quattro regioni: Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia. Non si sa ancora quanto durerà la sperimentazione, ma si parla di una settimana. Da metà giugno, quindi, dovrebbe essere “attiva” in tutto il Paese.

Immuni invia una notifica a chi è stato a stretto contatto con un utente risultato positivo al virus Covid-19, avvertendolo del potenziale rischio di essere stato contagiato. È così possibile isolarsi per evitare di contagiare altri e aiutare a contenere l’epidemia, favorendo un più rapido ritorno alla normalità.

È stata posta molta attenzione alla tutela della privacy. Secondo quanto riportato nel comunicato stampa del Ministero della Salute “Immuni è stata sviluppata nel rispetto della normativa italiana e di quella europea sulla tutela della privacy. Nell’intero sistema dell’app non sono presenti né saranno registrati nominativi e altri elementi che possano ricondurre all’identità della persona positiva o di chi abbia avuto contatti con lei, bensì codici alfanumerici. L’impiego dell’applicazione, volontario, ha lo scopo di aumentare la sicurezza nella fase di ripresa delle attività”.

Il Ministero della Salute tiene a precisare che Immuni non raccoglie nome, cognome e data di nascita, numero telefonico, indirizzo mail, l’identità delle persone che si incontrano, la posizione e i movimenti. Per maggiori informazioni si può fare riferimento al sito Immuni.