03/07/2014 di Redazione

In Russia a rischio i servizi web stranieri

Skype, Gmail, YouTube, Twitter, Facebook, WhatsApp e molti altri servizi stranieri potrebbero essere banditi in Russia da qui al 2016 per una nuova legge approvata dalla Duma.

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La Russia stringe la morsa attorno ai servizi che archiviano i dati degli utenti su server al di fuori del suo territorio. Tempo fa, a seguito delle sanzioni di Washington per la crisi Ucraina, la Duma aveva manifestato l'intenzione di chiudere l'accesso in Russia ai molti servizi web che non adempivano alla legge secondo la quale tutte le comunicazioni via Internet debbono essere conservate per un periodo minimo di sei mesi in server installati all'interno della Federazione.

Ieri sera la Duma ha approvato il disegno di legge: un segnale che i servizi diffusi e di uso comune come Skype, Gmail, YouTube, Twitter, Facebook e WhatsApp, per fare gli esempi più lampanti, rischiano davvero di finire al bando.

Anche perché i vincoli cominciano a diventare tanti: da una parte i server devono risiedere in Russia, dall'altra le aziende straniere parrebbe che non saranno autorizzate a inviare i dati al di fuori della Russia, a meno che non siano in grado di fornire garanzie in materia di sicurezza e privacy.

La legge dovrebbe diventare esecutiva a fine 2016, quindi le aziende interessate hanno circa due anni per adattarsi al cambiamento, che comporta costi decisamente alti. Anche perché la Russia è vista come una grande opportunità di espansione da Google, PayPal, Skype e altri.

Fra le ipotesi alla base delle cause di questa decisione ci sono i dubbi sulla privacy e lo spionaggio sollevati dal datagate scatenato da Edward Snowden, la talpa che peraltro è anche rifugiato politico in Russia. Però sono da tenere in conto anche la rappresaglia contro gli Stati Uniti per le sanzioni economiche e il fatto, non indifferente, che Putin vorrebbe un maggiore controllo su ciò che viene trasmesso dentro e fuori del Paese tramite Internet. Un mix complesso e delicato, che si spera ancora sia possibile equilibrare a difesa della libertà dei cittadini russi.