Apple, Xiaomi, Fitbit, Huawei, Garmin e solo al sesto posto Samsung. Il marchio protagonista del mercato degli smartphone è costretto in un ruolo secondario in quello dei wearable device, come emerso dai nuovi dati trimestrali di Idc. Il conteggio delle unità vendute nei tre mesi di aprile, maggio e giugno 2018 mette al primo posto la Mela, che con il suo Apple Watch ha saputo conquistare un market share del 17% (con notevole miglioramento dal 13% di un anno prima) e crescere anno su anno del 38% a volume, per un totale di 4,7 milioni di orologi smerciati nel periodo. Niente male per un prodotto certamente non economico.

I tre marchi che seguono, al contrario, possono contare su una certa differenziazione dell'offerta per fasce di prezzo, affiancando agli smartwatch i più economici fitness band, mentre Garmin resta la scelta favorita di molti runner e golfisti. I 4,2 milioni di unità vendute corrispondono per Xiaomi a una quota mercato del 15,1% e a un incremento anno su anno di quasi il 20%, mentre Fitbit è in calo del 21,7% (2,7 milioni di unità, 9,5% di market share). Ottima davvero la perormance di Huawei, più che un raddoppio: al pari di Xiaomi, scrive Idc, l'azienda finora è stata “fortemente focalizzata sul mercato cinese, ma sta lentamente cambiando focus e crescendo al di fuori del territorio domestico”. Ad aiutarla a procedere su un doppio binario c'è anche la furba scelta di differenziare l'offerta per prezzo e marchio: da un lato Huawei, dall'altro Honor.

 

 

 

E Samsung? Lo scavalcamento di Garmin non pare destinato ad annullarsi nel breve periodo, considerando l'ampliamento dell'offerta verso la fascia medio-bassa, il successo della linea Vivo (indirizzata a chi pratica fitness) e l'esordio della gamma Approach S10 (rivolta ai golfisti).

Lo scenario generale sembra molto prospero a un primo sguardo, per volumi che in un anno sono passati da 26,4 a 27,9 milioni di unità vendute in un trimestre. A valore la crescita è ancora più marcata: +8,3% anno su anno, per un giro d'affari trimestrale di 4,8 miliardi di dollari. Idc sottolinea, come la crescita a volume sia dovuta sostanzialmente all'impennata della domanda (+14%) in Paesi dell'area Asia Pacifico (tranne che il Giappone), dell'Europa Centrale e Orientale, del Medio Oriente, dell'Africa e dell'America Latina. Nei più maturi mercati del Nord America, dell'Europa Occidentale e del Giappone, al contrario, le vendite sono calate del 6,3% anno su anno.

 

 

 

Gli analisti gettano acqua sul fuoco: “Il declino dei mercati maturi non è in alcun modo preoccupante”, spiega Jitesh Ubrani senior research analyst per i Mobile Device Trackers di Idc, “dato che questi mercati sono in fase di transizione verso dispositivi indossabili più sofisticati. Mentre la precedente generazione di wearable si focalizzava sul fornire indicazioni descrittive come il conteggio dei passi, quella attuale e la futura generazione avranno capacità decisamente maggiori per diventare verosimilmente degli strumenti prescrittivi e diagnostici”.