18/11/2010 di Redazione

Industria culturale: il Governo si dia una mossa

Confindustria Cultura Italiana mandare un chiaro messaggio alla politica. Cinema, musica, vidoegiochi e cultura in generale, cioè l'industria culturale, hanno bisogno di tre cose. Banda larga, computer e leggi adeguate. E le decisioni vanno prese a Roma.

3 milioni e mezzo di italiani sopra 14 anni si sono aggiunti, negli ultimi tre anni, al gruppo di "consumatori di contenuti culturali tramite supporti tecnologici". Oggi 40% della popolazione italiana maggiore di 14 anni è ormai un utente stabile di tecnologia ad alti livelli; 20 milioni di persone che chiede e consuma contenuti digitali.

Questi i dati evidenziati da Confindustria Cultura Italia, che raggruppa associazioni, editori, produttori di libri e videogiochi, televisioni. Produttori e distributori di tutto ciò che si possa mettere nel gran calderone della cultura.

Dai risultati della ricerca emerge inoltre un altro dato significativo: il 40% della popolazione italiana maggiore di 14 anni è disposta a pagare per consumare contenuti digitali. Tanto rilevante quanto la sua controparte, e cioè che la maggior parte degli utenti non è pronta ad aprire il borsello.

In ogni caso secondo l'associazione in Italia ci sono almeno 20 milioni di possibili clienti. Si tratta solo di trovare la giusta combinazione di tecnologie, piattaforme e prezzi.

"Una disponibilità di massima che implica una particolare attenzione alla tutela dei contenuti culturali" conclude la comunicazione di Confindustria Cultura Italia, "con particolare attenzione al panorama legislativo italiano e alla necessità di adeguarlo alle nuove esigenze. […] diventa fondamentale per Confindustria Cultura Italia che le Istituzioni supportino lo sviluppo di un'offerta legale di contenuti digitali che ancora oggi soffre di problemi a carattere strutturale  come la ridotta e non uniforme penetrazione della banda larga o la scarsa diffusione di pc e di informatizzazione nelle famiglie italiane".

Insomma, anche produttori e distributori di contenuti spingono affinché il governo prenda sul serio la modernizzazione del paese. Un'altra voce che si aggiunge a chi chiede un miglioramento nella diffusione e qualità della banda larga, così come alla penetrazione della tecnologia (e relative competenze) in tutte le case. Il tutto accompagnato a un adeguato apparato di leggi.

Il nostro governo si è già sentito dire queste cose da Nelie Kroes (Commissario Europeo), da tante testate giornalistiche (incluso il noto ed elitario Wired), da Confindustra e Confartigianato. Noi continuiamo a domandarci che cosa stiano aspettando per passare ai fatti.

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