21/07/2011 di Redazione

Industria hi-tech italiana debole, ma l'export tira

L'ISTAT ha confermato che Elettrotecnica ed Elettronica soffrono ancora. Nonostante lo slancio del 2010, la distanza dal picco pre-crisi non è stata colmata. Le imprese esportatrici hanno ampliato aree di destinazione e l’offerta tecnologica

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La produzione industriale tecnologica italiana continua a essere debole, secondo i dati ISTAT di maggio 2011. "Nel confronto con lo stesso mese del 2010, l’Elettronica ha evidenziato una crescita della produzione industriale del 2,8%, mentre l’Elettrotecnica ha registrato una flessione del 2,3% (+1,7% la corrispondente variazione nella media del manifatturiero nazionale)", sottolinea l'organizzazione di settore Confindustria ANIE. 

"Nel confronto congiunturale - ovvero con aprile 2011 - l’Elettronica ha registrato un incremento dei livelli di attività del 2,1%; l’Elettrotecnica un calo dello 0,1%".

ANIE

Il dato diventa negativo se si considerano i primi cinque mesi del 2011: nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente la media indica -1,2% per l’Elettrotecnica e -7,1% per l’Elettronica
"Nel mese di maggio la produzione industriale resta debole per l’industria delle tecnologie. Nonostante lo slancio del 2010, la distanza dal picco pre-crisi non è stata colmata. L’instabilità della produzione industriale nella prima parte del 2011 allunga i tempi per un pieno recupero delle perdite subite", ha dichiarato il Presidente di Confindustria ANIE Guidalberto Guidi.

"A due anni dall’apice della crisi è possibile tracciare un primo bilancio di questa lunga e graduale ripresa. Dopo l’accelerazione della prima metà del 2010, il recupero dei settori ANIE nell’ultimo anno si è dipanato a velocità discontinua. Le tendenze nella media settoriale non fotografano appieno un insieme articolato di esperienze e dinamiche". 

"Nel nuovo scenario le differenze non riguardano più soltanto l’evoluzione dei diversi comparti, ma coinvolgono anche gli operatori attivi nello stesso mercato di sbocco. Protagoniste di questa fase si confermano le imprese esportatrici, che hanno ampliato aree di destinazione e l’offerta tecnologica e che proseguono a ritmi sostenuti nel percorso di sviluppo. Il ritardo del mercato domestico nell’agganciare la ripresa spinge gli operatori a differenziare il rischio, rivolgendosi con forza al canale estero. Da inizio 2011 ci troviamo nuovamente a metà del guado, mentre la visibilità torna farsi meno nitida".

"Ostacolano il cammino di uscita dalla crisi molteplici nodi irrisolti dall’incertezza in importanti mercati, europei ed extra europei, alle tensioni sul fronte delle materie prime. Le imprese guardano con preoccupazione a un rallentamento della ripresa internazionale mentre le potenzialità della domanda interna restano impoverite dalla mancanza di investimenti".

Federazione ANIE, con oltre 1.100 aziende associate e circa 170.000 occupati, rappresenta il settore più strategico e avanzato tra i comparti industriali italiani, con un fatturato aggregato di 56 miliardi di euro (di cui 26 miliardi di esportazioni). Il saldo della bilancia commerciale è attivo per circa 800 milioni di euro. Le aziende aderenti a Confindustria ANIE investono in Ricerca e Sviluppo il 4% del fatturato, rappresentando più del 30% dell’intero investimento in R&S effettuato dal settore privato in Italia.

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