L’industria connessa e intelligente piace sempre di più. Anche in Italia. Tant’è che, nel 2015, gli investimenti in soluzioni e tecnologie per alimentare lo smart manufacturing e per sostenere la cosiddetta quarta rivoluzione industriale sono arrivati a 1,2 miliardi di euro. Pari a circa un decimo della spesa complessiva del settore. Per il 2016 si prevede addirittura una crescita del 20 per cento (dati Osservatorio Smart Manufacturing). Ma qual è la tecnologia che risiede al cuore di questa profonda trasformazione del tessuto industriale, anche italiano? Oracle non ha dubbi: è il cloud. Secondo una nuova ricerca dell’azienda californiana, intitolata per l’appunto “Cloud: Opening up the road to Industry 4.0” e condotta su oltre 1.200 decisori di quasi venti Paesi del mondo, la maggior parte delle imprese punta oggi principalmente sulla nuvola per “tessere e costruire le strategie e gli investimenti in innovazione tecnologica, quali la robotica e l’intelligenza artificiale”.

La maggior parte delle aziende riconosce come un’infrastruttura sulla nuvola sia necessaria per poter disporre di queste tecnologie, che le realtà italiane stanno già implementando. Il 55 per cento di loro, infatti, ha in essere progetti legati alla robotica e il 57 per cento a qualche forma di intelligenza artificiale. Sei imprese su dieci ritengono inoltre che una piattaforma cloud di livello enterprise offra l’opportunità di capitalizzare gli investimenti sull’innovazione, come la robotica e l’intelligenza artificiale.

Numeri importanti, ma che sottolineano comunque come una larga parte di aziende debba ancora esplorare il potenziale dell’Industria 4.0. In Italia, secondo i numeri dell’Osservatorio Smart Manufacturing, il 38 per cento delle realtà non conosce il tema, i progetti sono spesso in fase pilota e le Pmi mancano quasi del tutto all’appello. Una possibile spiegazione, per la ricerca di Oracle, è data dal fatto che in molte organizzazioni (il 60 per cento in media, il 62 per cento in Italia) manchi la giusta infrastruttura It, sovrastata da rigide soluzioni legacy non adatte alla trasformazione digitale.

Per gestire applicazioni e piattaforme obsolete, il 9 per cento delle imprese della Penisola ha integrato un modello basato su cloud (un dato più elevato rispetto alla media degli altri Paesi), il 38 per cento lo sta implementando quest’anno e il 35 per cento prevede di farlo nel 2017. La nuvola vista come un modello da adottare per riuscire a connettere vecchie e nuove piattaforme rappresenta una tendenza molto chiara.

 

Fonte: Oracle, "Cloud: Opening up the road to Industry 4.0"

 

Per oltre quattro aziende tricolori su dieci, una delle attuali sfide per l’implementazione del cloud è data dalla difficoltà di adottare rapidamente applicazioni innovative, il 47 per cento deve affrontare difficoltà nel gestire applicazioni che non si parlano e il 40 per cento nel gestire i finanziamenti per l’investimento.

Infine, il 48 per cento delle imprese della Penisola dichiara che i modelli di integrazione delle varie applicazioni e tecnologie di cui dispongono oggi crea inefficienze, soprattutto per i tempi di introduzione di innovazioni, e ostacola anche la capacità di sfruttare al meglio funzioni chiave per l’industria del futuro. In particolare l’analisi di grandi quantità di dati.

In sintesi, un’infrastruttura cloud integrata sta rendendo più economico, facile e veloce diventare ed essere competitivi. Ma non solo: l’innovazione introdotta da Industry 4.0 potrebbe creare, secondo i dati di Boston Consulting Group, le condizioni per 400mila nuovi posti di lavoro nella sola Europa, determinando nei prossimi 15 anni un incremento della produttività tra il 5 e l’8 per cento.