Potenza, velocità di calcolo ed efficienza energetica non saranno più gli obiettivi primari dei processori, specie di quelli di Intel. La sicurezza è diventata il nuovo imperativo, più per cause di forza maggiore che non per scelta (sebbene di questo tema il chipmaker abbia sempre parlato), dopo la scoperta delle vulnerabilità Meltdown e Spectre all’interno dei microprocessori fabbricati a partire dal 1995 da Intel e, per quanto riguarda la seconda, anche nei prodotti di Amd e Arm. Per la società di Santa Clara l’edizione 2018 del Ces di Las Vegas è stata, sì, palcoscenico di nuovi prodotti, ma anche occasione e obbligo per qualche annuncio di strategia e per una difesa affidata alle parole del Ceo, Brian Krzanich. Nel suo keynote, il Ceo ha sottolineato che non esistono segnalazioni di exploit tentati o di avvenuti furti di dati, e ha rimarcato l’importanza degli aggiornamenti software.

“La cosa migliore da fare per assicurarsi che i dati siano al sicuro”, ha detto Krzanich, come riporta Mashable, “è applicare tutti gli aggiornamenti non appena disponibili”. E a tal proposito ha promesso che le patch arriveranno entro una settimana per il 90% circa dei dispositivi interessati dalla vulnerabilità, e che si farà il possibile per minimizzare gli impatti di questi update sulle prestazioni dei Pc. Certo, il contraccolpo di immagine per Intel c’è stato, e qualcuno (Mashable, ancora) fa notare la singolare coincidenza per cui il Ceo ha venduto una parte delle proprie azioni (per un valore di 39 milioni di dollari) dopo che Intel è stata informata delle due vulnerabilità, ma prima che la notizia diventasse di dominio pubblico.

 

 

Insinuazioni a parte, la società dovrà ora vedersela con gli scontenti che hanno avviato tre class action in altrettanti stati nordamericani, cioè California, Oregon e Indiana. Una prima azione, non legale ma strategica, è già stata intrapresa: la creazione di un nuovo gruppo di lavoro interno dedicato alla cybersicurezza. Una notizia ufficiosa, riportata dal quotidiano The Oregonian sulla base di una comunicazione circolata internamente all’azienda. A detta della fonte, il team sarà guidato da alcuni dirigenti cambiati di ruolo e scelti da Krzanich in persona.

Cercando di mettere da parte Meltdown e Spectre, durante il Ces di quest’anno Intel ha anche presentato nuovi processori di ottava generazione della Serie G destinati in particolar modo ad applicazioni di videogioco, grafica e realtà virtuale. La caratteristica più curiosa è la presenza di schede grafiche RX Vega M GL, prodotte dal concorrente Amd. Diversi annunci hanno poi riguardato collaborazioni fra Intel e case automobilistiche interessate alle innovazioni delle vetture connesse, ovvero Bmw, Nissan, e Volkswagen: circa due milioni di veicoli di questi produttori, ha promesso Krzanich, già quest’anno impiegheranno la piattaforma Mobileye Road Experience Management (Rem) per mappare le strade, raccogliendo e condividendo dati in logica di crowdsourcing. Un accordo simile coinvolge, in Cina, Saic Motors e NavInfo.