Intel investirà 1,6 miliardi di dollari nei prossimi quindici anni per rinnovare il proprio stabilimento di Chengdu, in Cina occidentale. Il colosso statunitense ha scommesso molto sulla Cina con l'obiettivo di recuperare il ritardo nel settore mobile mentre dal canto suo la potenza asiatica è stata particolarmente ricettiva a nuovi investimenti, soprattutto se relativi a un settore strategico che brama di costruire.

L'investimento servirà ad aggiornare le fabbriche che assemblano chip e a introdurre una nuova tecnologia avanzata dedicata al test dei semiconduttori. In passato, la società aveva già investito 600 milioni di dollari nella struttura di Chengdu. "L'uso della tecnologia di test più avanzata testimonia la volontà di Intel di innovare, in collaborazione con la Cina" ha commentato William Holt, executive vice president di Intel. "Il rinnovamento dell'impianto di Chengdu aiuterà l'industria cinese dei semiconduttori e stimolerà la crescita dell'economica locale".

L'annuncio fa seguito ad altri accordi strategici che Intel ha stipulato con due produttori di chipset cinesi. A settembre l'azienda californiana ha annunciato un investimento da 1,5 miliardi di dollari in Tsinghua UniGroup, una società di proprietà dello Stato che produce chipset wireless, mentre nel mese di maggio ha stretto una partnership strategica con Fuzhou Rockchip Electronics Co.

Alle mosse di Intel si affianca l'investimento del governo cinese, che soltanto lo scorso anno ha annunciato di voler spendere circa cinque miliardi di dollari per sostenere l'industria dei semiconduttori.

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