Intel sorpasserà Qualcomm in due tappe: quest'anno la società di Santa Clara fornirà a Apple il 70% dei modem Lte impiegati nei nuovi iPhone, per poi arrivare nel 2019 al 100% della torta. Così sostengono nuove indiscrezioni, anonime e tutte da verificare, riportate dal sito Fast Company: secondo una “fonte informata sui piani di Apple”, l'azienda di Cupertino starebbe progettando appunto di acquistare da Intel il 70% della fornitura di modem Lte per gli iPhone che saranno lanciati in autunno, mentre per il restante 30% continuerà ad approvvigionarsi da Qualcomm. Per i 2019, poi, “set tutto andrà bene”, si passerà al 100% di fornitura targata Intel.

L'indiscrezione rimarca un concetto già chiacchierato, dando maggiore credibilità a precedenti rumors. Di un pianificato allontanamento degli iPhone da Qualcomm si parla già dall'autunno scorso grazie al sempre beninformato Ming-Chi Kuo, analista di Kgi Securities, ma con qualche dubbio sulle tempistiche: secondo la sua ultima versione, già per il 2018 si prospetterebbe un passaggio completo ai componenti di Intel.

Le confidenze raccolte da Fast Company, d'altra parte, non esprimono certezza sulla quota del 70% prevista per quest'anno: dipenderà anche dalla capacità di Intel di produrre volumi sufficienti di nuovi processori modem a 14 nanometri. Se non ce la facesse, allora Qualcomm potrebbe mangiarsi ancora per quest'anno una fetta superiore al 30%.

Tempistiche e variazioni percentuali a parte, i diversi rumors condividono la visione di fondo: quella di una frattura ormai insanabile nel rapporto commerciale fra le due litiganti Apple e Qualcomm. Peccato che la disputa su brevetti e licenze non pagate debba costare al chipmaker l'esclusione da un mondo fruttuoso e innovativo come quello degli iPhone, per cui l'anno scorso era diventato unico fornitore di componenti modem.

 

 

Un sorriso la società può tuttavia concederselo, avendo chiuso il bilancio del secondo trimestre con risultati leggermente superiori alle aspettative degli analisti: 5,2 miliardi di dollari di fatturato (-13% anno su anno, ma il datè superiore agli attesi 5,19 miliardi) e 1,2 miliardi di dollari di utile. A giustificazione del giro d'affari in calo, l'azienda ha spiegto che i risultati del primo e secondo trimestre 2018 sono stati influenzati negativamente dalla disputa con Apple e con i suoi fornitori, cioè Foxconn, Pegatron, Wistron e Compal: anch'essi hanno smesso di corrispondere le royalty.