Intel sarebbe pronta a mettere le mani su Broadcom per proteggere la propria posizione sul mercato. L’indiscrezione, una vera e propria bomba per il mercato dei chip, arriva dal Wall Street Journal: secondo il quotidiano economico, la casa di Santa Clara starebbe valutando l’acquisizione del rivale, nel caso in cui quest’ultimo riuscisse a rilevare Qualcomm. Una vicenda che si complica ulteriormente, con la discesa in campo di un player del calibro di Intel, il quale vede un accordo fra Broadcom e Qualcomm come un serio pericolo. Deal che, al momento, rimane ancora sulla carta, in quanto i vertici dell’azienda produttrice dei chip Snapdragon hanno più volte rifiutato le avance del gruppo di Singapore (che il 3 aprile sposterà nuovamente la sede negli Usa), sostenuti anche dal regolatorio a stelle e strisce. Il Comitato per gli investimenti esteri degli Stati Uniti (Cfius) ha aperto di un’inchiesta sull’Opa ostile di Broadcom, emettendo nel frattempo un ordine di rinvio di trenta giorni della riunione degli azionisti di Qualcomm, fissata inizialmente il 6 marzo.

Un’eventuale proposta di Intel è comunque fantapolitica, perché Broadcom ha una capitalizzazione di mercato di circa 104 miliardi di dollari: la società di Santa Clara (valutata in 243,6 miliardi) sarebbe costretta a mettere sul piatto una somma considerevolmente più alta per concludere l’affare, senza contare che anche in questo caso potrebbero intervenire le autorità antitrust. Sembra però che Intel, almeno secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal, stia osservando con attenzione l’evolversi della situazione e stia studiando eventuali contromosse già dalla fine del 2017.

L’offerta più recente avanzata da Broadcom per acquisire Qualcomm è di 121 miliardi di dollari, pari a 82 dollari per azione. Una proposta che, a detta del management del chip maker di San Diego, sottostima sensibilmente il reale valore dell’azienda. L’assemblea degli azionisti di Qualcomm è stata posticipata al 5 aprile. Durante l’incontro verranno votate le nuove cariche del board, con Broadcom che cercherà di influenzare l’esito della consultazione per nominare dirigenti di propria fiducia.