L’intelligenza artificiale, nella visione di Microsoft, dovrà permeare ogni servizio e applicazione. Lo aveva già detto, già due anni fa, l’amministratore delegato Satya Nadella riferendosi all’offerta della sua azienda e pensando a una AI pervasiva in Windows, Office 365, Azure. Ora, con gli annunci arrivati ieri da Redmond, questa visione si estende anche alle app e ai servizi esterni a Microsoft: tutti gli sviluppatori devono poter aggiungere intelligenza artificiale all’interno dei loro prodotti. E grazie al cloud questa possibilità si concretizza, perché le barriere tecnologiche ed economiche si abbassano notevolmente.

 

In anticipo sull’apertura dell’annuale conferenza “Build”, dedicata agli sviluppatori, l’azienda ha annunciato nuove funzionalità di Azure, utili per aggiungere alle applicazioni elementi di intelligenza artificiale, nonché di realtà mista, blockchain e Internet of Things. Si tratta di servizi utilizzabili sia dagli sviluppatori software sia dai data scientist.

 

“È un momento eccezionale per essere uno sviluppatore”, ha dichiarato a margine degli annunci l’executive vice president della divisione Cloud and AI, Scott Guthrie, spiegando che i nuovi servizi di Azure “aiuteranno gli sviluppatori a realizzare una nuova generazione di app” e sottolineando come il 95% delle aziende inserite nella classifica Fortune 500 stiano già adoperando la piattaforma cloud di Microsoft.

 

Una delle novità riguarda il computing cognitivo, e più precisamente la ricerca e la gestione “intelligente” degli insight tratti dall’analisi dei dati. La già annunciata funzione di cognitive search, che permette di applicare gli algoritmi dei Cognitive Services a dati strutturati e non strutturati, esce dallo stato di anteprima per diventare disponibile a tutti i clienti di Azure. Debutta in preview, invece, una funzionalità che consente agli sviluppatori di archiviare gli insight ottenuti dalla ricerca cognitiva e di usarli nei grafici di Power BI o in modelli di machine learning.

 

Sempre all’interno dei  Cognitive Services di Azure esordisce una nuova categoria di servizi, denominati “Decision” e capaci di produrre dei consigli specifici a supporto di attività varie, come la moderazione dei commenti e contenuti inappropriati (l’intelligenza artificiale trova in automatico elementi recanti offese, sessismo, razzismo, contenuti per adulti all’interno di testi, immagini, video), la scoperta di anomalie in dispositivi o reti IoT e la personalizzazione delle applicazioni.

 

Altre novità riguardano poi Azure Machine Learning, un servizio che promette di semplificare   i processi di creazione, training e utilizzo dei modelli di apprendimento automatico. Le funzionalità che Microsoft chiama “MLOps”, cioè le operations di machine learning, sono state integrate con gli strumenti DevOps di Azure, per garantire automazione, riproducibilità e possibilità di effettuare audit del ciclo di vita del machine learning end-to-end. Migliora, inoltre, l’automazione e l’interfaccia utente diventa più intuitiva e ancora meno legata alla necessità di scrivere linee di codice (bastano, in molti casi, le funzioni drag-and-drop). Sono stati annunciati, inoltre, alcuni modelli con accelerazione hardware che operano su Fpga (Field Programmable Gate Array), adesso in disponibilità generale, e il supporto di Onnx Runtime per i componenti Nvidia TensorRT e Intel nGraph.

 

Oggetti connessi, edge e realtà mista

Altro debutto è quello di Azure Sql Database Edge, un motore di database SQL ottimizzato per i dispositivi Edge, che per loro stessa natura contano su risorse di calcolo limitate. Nonostante questo limite, grazie a questa novità potranno svolgere calcoli di intelligenza artificiale su in-database e grafi. Gli sviluppatori potranno confezionare applicazioni per l’edge computing senza dover apprendere nuovi linguaggi o l’uso di nuovi strumenti.

 

È stato inoltre annunciato IoT Plug and Play, un linguaggio di modellizzazione aperto che permette di connettere i dispositivi IoT al cloud, senza interruzioni. A detta di Microsoft, questa novità consentirà di creare soluzioni Internet of Things su larga scala, evitando di dover scrivere codice per ogni tipo di dispositivo impiegato nella rete. Ci sarà a disposizione “un ampio ecosistema di dispositivi certificati dai partner”, ha promesso l’azienda.

 

 

Ulteriori annunci riguardano le applicazioni per i visori di realtà mista, gli HoloLens, e la tecnologia blockchain. Per semplificare lo sviluppo di applicazioni per i visori olografici di seconda generazione, Microsoft ha presentato il bundle HoloLens 2 Developer, un insieme di strumenti utili per creare e gestire applicazioni di realtà mista. Inoltre entro la fine di maggio sarà disponibile il supporto di Unreal Engine 4, utile per creare applicazioni di realtà mista immersive dedicate all’architettura, al product design, al settore manifatturiero e altro ancora.

 

La blockchain, infine, dimostra di essere sempre più tra i pensieri di Microsoft, dopo il lancio dello scorso anno dell’interfaccia Azure Blockchain Workbench. La novità di quest’anno è

Azure Blockchain Service, un servizio che fa leva su un consortium network completamente gestito e semplifica alcuni compiti di gestione, come aggiungere nuovi membri, impostare i permessi e autenticare le applicazioni degli utenti. Quorum, cioè la piattaforma Ethereum di J.P. Morgan, è il primo ledger disponibile in Azure Blockchain Service.