Il venticello dell’ottimismo torna a soffiare sull’Italia della tecnologia, ovvero quella che investe in hardware, software e servizi Ict. Secondo un nuovo studio di Assintel, l’”Assintel Report+”, realizzato in collaborazione con NextValue, quest’anno il mercato It nel nostro Paese crescerà del 3,1% rispetto al 2015, raggiungendo un valore complessivo di oltre 25 miliardi di euro. Una stima decisamente più ottimista di quella di Assinform, anch’essa a segno più ma limitata a una crescita dell’1,3% per l’intero 2016 (nei primi sei mesi dell’anno era già stata valutato un incremento degli investimenti dell’1,2% rispetto alla prima metà del 2015).

La discrepanza dei numeri si spiega forse con la diversa metodologia dei due studi e non invalida il dato di fondo, che è quello di una risalita degli investimenti in Ict da parte delle aziende nostrane. Assinform, inoltre, considera nel conteggio anche i servizi di telecomunicazione, che da anni ormai rappresentano la principale zavorra del mercato a causa del calo del costo medio. Quanto al metodo d’indagine, la stima del +3,1% è derivata dalle interviste fatte da NextValue a mille decisori It di aziende italiane di dimensioni medio-grandi (il 51% del campione) e piccolo (49%), e si basa dunque su dichiarazioni circa le intenzioni di investimento, più che sulle spese già compiute.

A eccezione dell’hardware e dell’assistenza tecnica, le altre componenti considerate dal report saranno tutte a segno più: il software, i servizi It e il cloud computing cresceranno rispettivamente del 3,9%, 1,2% e 19,5%. A sostenere la risalita, secondo Assintel, saranno soprattutto le imprese grandi e medio-grandi, che da sole assorbiranno il 64,1% della spesa It di quest’anno, con investimenti in crescita del 4,1% fra le top e del 4,8% fra le medio-grandi. I settori più “generosi” saranno ancora una volta quello bancario e quello industriale, anche se gli incrementi di spesa più notevoli riguarderanno il mondo delle assicurazioni (+4,9% rispetto al 2015), le utility (+4,9%) e i trasporti e la logistica (4,8%).

 

 

La voglia di trasformazione attiva nuovi progetti
A sostenere la ripresa quest’anno saranno soprattutto i progetti collegati alla Trasformazione Digitale e in particolare quelli che rientrano nella sottocategoria di “digital enabler”: iniziative che rendono possibile la modifica e modernizzazione dei modelli di business delle aziende. A detta del report, quest’anno gli investimenti di questo tipo varranno 7,4 miliardi di euro, ossia il 16% in più rispetto al 2015.

Il 42% degli intervistati ha dichiarato il proprio interesse ad avviare entro i prossimi dodici 12 mesi, progetti collegati ai digital enabler, per la metà caratterizzati da priorità medio-alta. Di che tipo? Nel 36% dei casi, riguarderanno la cosiddetta “customer journey”, ovvero l’evoluzione dei modelli di vendita, comunicazione, interazione con i clienti; seguono, nell’ordine, i progetti di cloud computing (16%), quelli di cybersicurezza (14%) e quelli di Internet of Things (solo il 5%, ma in crescita del 22% rispetto al 2015).

Interessanti sono anche i progetti che il report definisce come “acceleratori di innovazione”, basati cioè su tecnologie che non hanno ancora raggiunto un’adozione di massa. L’8% delle imprese interpellate sta focalizzando l’attenzione su iniziative di questo tipo, riguardanti in particolare il computing cognitive (nel 27% dei casi) e la realtà aumentata (23%).

Il terzo tipo di progetto di Trasformazione Digitale popolare fra le aziende italiane è quello che coivolge i “servizi It-enabled”, ovvero quelli mirati ad accelerare la distribuzione delle applicazioni sull’infrastruttura informatica esistente. L’8% degli intervistati ha detto di aver già pianificato investimenti in questa direzione, concentrando i progetti sulla modernizzazione dell’infrastruttura legacy nel 52% dei casi e sulla availability di sistema nel restante 48%. Il numero medio di iniziative, distrbuite su queste tre tipologia, è di 5,2 per azienda. Si deduce quindi come le realtà imprenditoriali italiane stiano lavorando su più fronti in contemporanea.