Investire su Apple, meglio dei bund tedeschi

di Elena Re Garbagnati
pubblicato sabato 17 marzo 2012

Le azioni della casa della Mela valgono oggi 600 dollari e nei prossimi mesi è prevista un'ulteriore impennata delle quotazioni, fino al tetto dei 970 dollari. L'azienda di Cupertino, insomma, sembra una cassaforte più sicura di un istituto bancario e più redditizia dei titoli di Stato.

Giovedì mattina le azioni di Apple hanno toccato il record storico di 600 dollari, salendo in un solo mese di cento dollari. Questo significa che negli ultimi 30 giorni l'azienda di Cupertino ha aggiunto circa 92 miliardi di dollari alla sua capitalizzazione di mercato, che per intenderci è l'equivalente del valore di mercato di Bank of America (capitalizzazione di mercato di circa 95 miliardi di dollari).

Qualsiasi stima al rialzo è stata bruciata in poche settimane e ormai diventa difficile anche per gli esperti del settore capire dove arriverà l'azienda di Tim Cook. Secondo Bloomberg definire Apple un'azienda da mille miliardi di dollari non è più una follia, ma solo una questione di tempo.

Barry Ritholtz ha scritto su BGR che a Apple mancano solo 14 miliardi di dollari per diventare più grande dell'intero settore retail statunitense.

Barron's, il celebre blog fiananziario del Wall Street Journal, scrive che la banca d'investimento Piper Jaffray ha già alzato l'asticella delle previsioni sulle azioni di Apple dai precedenti 670 dollari a 718 dollari, mentre Katy Huberty di Morgan Stanley reputa ragionevole che il valore azionario di Apple arrivi a 960 dollari entro il 2013.

Se la scalata a Wall Street dovesse mantenere il ritmo dell'ultimo mese, però, questo traguardo pazzesco sarebbe tagliato addirittura a luglio. Ammettiamo quindi di comprare oggi azioni Apple per cinquemila dollari: entro il 2013 potremmo venderle e ritrovarci sul conto corrente 8019 dollari, tenuto conto di un prezzo all'acquisto di 598,57 dollari per azione e del cambio euro/dollaro al 16 marzo.

Il valore di Apple non è così lontano da quello dell'intero settore retail statunitense

Non manca chi controbilancia l'entusiasmo con un po' di cautela e scetticismo e ricorda i tempi della bolla tecnologica (a inizio del 2000). Nel caso di Apple tuttavia ci sono differenze sostanziali, prima fra tutte quella che Apple negli ultimi 12 mesi ha incrementato i suoi guadagni gradualmente di 16,8 volte, che considerata la velocità di crescita dei profitti, è ritenuta da molti una scalata comunque bassa. Voi puntereste su Apple?


 
Commenti dei lettori (3)
Trovati 3 commenti -  Mostrati da 1 a 10 - Seleziona pagina: 1
Commento di Andy654321 pubblicato in data 17 marzo 2012 alle ore 19:04
Ormai siamo di fatto in una democrazia aziendale dove le persone non contano più nulla ma sono le aziende che dettano le regole sociali ed economiche (certo succedeva anche in passato ma ora hanno anche tutta la politica al loro servizio). Non ci si può più permettere di criticare i comportamenti delle aziende altrimenti minacciano di spostarsi in un altro paese fregandosene se devono lasciare a casa migliaia di persone e distruggere intere collettività (magari dopo aver avuto per anni trattamenti di favore dallo stato). Quando la maggioranza delle persone capirà cosa sta succedendo sarà ormai troppo tardi... saranno loro a dover emigrare in Albania per trovare lavoro.
Commento di m47amp pubblicato in data 17 marzo 2012 alle ore 19:13
E con Foxconn la Cina e i diritti civili

come la mettiamo? Non ostante la carta dell'ONU, la schiavitù non è mai morta, anzi prospera. Qui da noi in Italia, ad esempio, il latifondo di fatto è stato ricostituito dalle mafie e su queste terre vengono "impiegati" i clandestini. I terreni nominalmente appartengono a proprietari differenti, di fatto questi percepiscono un affitto pari alla dichiarazione dei proventi dei loro lotti, il grosso finisce nelle tasche dei padrini, tramite il controllo delle forniture agli ortomercati o all'industria di trasformazione. Il tutto sulla pelle dei braccianti. Questo per dire che non scaglio la prima pietra, anche qui da noi non andiamo esenti da certe mende. Ma c'è chi questi affari li gestisce su scala planetaria ed Apple ne è l'esempio più eclatante. Comunque grazie del consiglio implicito, ma dovessi mai fare qualche investimento metterei i soldi altrove.
Commento di m47amp pubblicato in data 17 marzo 2012 alle ore 19:17

 Originariamente inviata da Andy654321

Ormai siamo di fatto in una democrazia aziendale dove le persone non contano più nulla ma sono le aziende che dettano le regole sociali ed economiche (certo succedeva anche in passato ma ora hanno anche tutta la politica al loro servizio). Non ci si può più permettere di criticare i comportamenti delle aziende altrimenti minacciano di spostarsi in un altro paese fregandosene se devono lasciare a casa migliaia di persone e distruggere intere collettività (magari dopo aver avuto per anni trattamenti di favore dallo stato). Quando la maggioranza delle persone capirà cosa sta succedendo sarà ormai troppo tardi... saranno loro a dover emigrare in Albania per trovare lavoro.


A "democrazia aziendale" avrei messo le virgolette, quanto meno a "democrazia"
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