In Italia gli investimenti in infrastrutture digitali sono essenziali per la crescita. Il concetto è tutt’altro che nuovo ma c’è chi, leggi il presidente di Assinform Paolo Angelucci, ha ritenuto di doverlo rimarcare ancora una volta prendendo spunto dalla questione, di stretta attualità, del Patto di Stabilità Europeo.
Il numero uno dell’Associazione delle imprese di Information Technology di Confindustria, plaude quindi in una nota ufficiale alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio Mario Monti circa l’opportunità di escludere dal conto del cosiddetto “Fiscal Compact” gli investimenti per la crescita e, in particolare, quelli in infrastrutture e in programmi di diffusione delle tecnologie digitali.
Corrado Passera, ministro per lo Sviluppo Economico, e Claudio Angelucci, Presidente di Assinform
Angelucci, in altri termini, fa notare come il governo abbia sposato “una tesi che Assinform porta avanti da tempo. Gli investimenti pubblici per la crescita e, in particolare, quelli per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione e per l’Agenda Digitale Italiana, sono essenziali per rilanciare la competitività del nostro sistema produttivo e del made in Italy. Gli ambiti di intervento definiti dal Governo in materia sono proprio quelli su cui Assinform da tempo richiama l’attenzione: diffusione della banda larga, condizioni favorevoli per l’e-commerce, accelerazione delle pratiche di e-government, sviluppo delle competenze digitali, sostegno alla ricerca e all’innovazione ICT, maggiore interazione fra imprese, cittadini e pubbliche amministrazioni con la dematerializzazione”.
“Era ora – ha detto ancora Angelucci - che emergesse questa consapevolezza, che solo in minima parte va a vantaggio delle imprese del settore, potendo invece dare una scossa all’intera economia”.
L’affondo del presidente di Assinform è sostenuto anche da cifre, le seguenti. Ogni euro investito in ICT genera non solo più efficienza a livello di sistema, ma si traduce in altri cinque euro di investimenti a livello di sistema Italia. Il problema è che tale circolo virtuoso non ha mai preso forma in modo strutturato perché, chiude Angelucci, “negli ultimi anni, nel nostro Paese, la spesa ICT in infrastrutture digitali e in nuovi sistemi e servizi avanzati nelle imprese e nelle Amministrazioni Pubbliche è stata in calo”.
Per questo “l’attuazione dell’Agenda Digitale Italiana è essenziale per rompere una spirale che impedisce all’Italia di esprimere tutte le sue potenzialità industriali e della società civile” ma vitale secondo Assinform è il fatto che “le dichiarazioni del Presidente Monti, peraltro condivise dal Ministro Passera, dovranno però essere seguite da fatti concreti, anche dando continuità all’azione avviata a favore della crescita. Solo allora potremo dire che è cambiato il passo. Avremo una prima verifica con la prossima uscita del decreto Digitalia”.