È tempo che l'America ritorni sulla Luna”. Dopo i droni per le consegne dell'e-commerce di Amazon, Jeff Bezos sogna ancora più in grande immaginando missioni spaziali e stazioni lunari, in un nuovo progetto che vuole coinvolgere la Nasa e i massimi vertici del governo statunitense. La frase del Ceo dell'azienda di Seattle, colosso del commercio elettronico e del cloud computing, è parte di una lettera di sette pagine inviata all'agenzia spaziale nazionale e all'ufficio di Donald Trump: un messaggio in cui Bezos propone di una nuova “missione lunare”, dai fini più commerciali che scientifici. L'amministratore delegato è anche a capo di Blue Origin, società di servizi spaziali domiciliata a poca distanza dalla sede di Amazon, fra i cui clienti storici spicca proprio la Nasa.

In una risposta via email concessa al The Washington Post (quotidiano di cui lo stesso Bezos è editore), il dirigente ha raccontato il sunto della sua richiesta alla Nasa: un finanziamento per un progetto mirato a realizzare una base lunare, che possa inizialmente accogliere merci e poi, intorno alla metà del prossimo decennio, trasformarsi in un insediamento abitato. Una colonia extraterrestre popolata di essere umani, insomma.

Il primo passo dovrà essere la realizzazione di una navicella che realizzerà alcuni voli sperimentali, trasportando materiale ed equipaggiamenti, e che sgancerà un modulo lander, posizionandolo nel polo sud del satellite ovvero nella zona che presenta tracce di acqua e più esposta alla luce solare. “Un insediamento abitato permanente sulla Luna è un obiettivo arduo ma ne varrà la pena. Credo che molte persone siano entusiate di questa idea”, ha scritto Bezos. In un certo senso, la missione di Blue Origin porta più lontano nello spazio quella di Amazon: nel documento, visionato dal Washington Post, si chiede alla Nasa di sviluppare un progamma di “incentivi al settore privato, per sviluppare un servizio commerciale di consegna cargo verso la luna”.

 

 

Il tempismo del numero uno di Jeff Bezos non pare causale, arrivando a pochi giorni di distanza dal clamoroso annuncio di Elon Musk: il padre di Tesla Motors vuole realizzare con Space X, sua altra azienda, il primo servizio di turismo spaziale verso la Luna. Ridimensionando una precedente e più fumosa ambizione, in cui la meta prefissata era addirittura Marte, Musk ora limita il tragitto al più vicino satellite terrestre. I due misteriosi turisti candidati inizieranno l'addestramento e l'iter di visite mediche preparatorie già quest'anno, per poi preparasi ad andare in orbita nel 2018.