Malgrado un anno difficile sul fronte “geopolitico”, l’ultimo esercizio finanziario di Kaspersky Lab è stato positivo. L’azienda ha chiuso il 2017 con una crescita dell’otto per cento, per un fatturato pari a 698 milioni di dollari. L’impatto delle decisioni prese dall’amministrazione Trump sul divieto per le agenzie federali Usa di utilizzare le soluzioni di Kaspersky si è comunque sentito: la software house ha infatti registrato una seconda metà dell’anno difficile, con l’insieme delle prenotazioni per il mercato statunitense in flessione di otto punti percentuali. Un risultato negativo bilanciato comunque dalle prestazioni delle altre regioni: America Latina (più 18 per cento, Russia e Csi (più 34% per cento), Meta (Middle East, Turkey and Africa, più 31 per cento) e Asia-Pacifico (più 11% per cento). Il Giappone ha visto una crescita moderata, pari a quattro punti, mentre è risultata distonica l’Europa con una flessione del due per cento.

Accusata dall’intelligence Usa di sviluppare prodotti “bucati” per favorire lo spionaggio dei servizi segreti russi, Kaspersky si è sempre difesa sostenendo che la diffusione del materiale classificato della National Security Agency a stelle e strisce fosse imputabile ad altri soggetti. Una posizione che non si è però rivelata sufficiente e che ha spinto il Congresso americano a chiudere le porte in faccia al vendor di cybersecurity.

L’azienda ha poi fatto ricorso, bollando il divieto come “incostituzionale”. Per cercare di rilanciare la propria immagine, uscita comunque appannata da tutta la vicenda a prescindere dalle effettive responsabilità, la società russa ha lanciato lo scorso ottobre la “Global Transparency Initiative”: un vero e proprio piano triennale strutturato in diverse fasi ideato per “ripristinare la fiducia dei consumatori”.

L’iniziativa prevede l’analisi indipendente del codice sorgente del software; una revisione indipendente dei processi interni; l’apertura di tre transparency center in Asia, Europa e Nord America e un aumento del premio bug bounty a 100mila per ogni vulnerabilità scoperta nei prodotti Kaspersky.