Con l'inzio del 2012, Kodak ha avviato una pesante ristrutturazione che potrebbe salvarla dall'amministrazione controllata che era stata prospettata qualche settimana fa con la procedura "Chapter 11". In seguito alla comunicazione ufficiale della compagnia, il valore delle azioni ha guadagnato il 45%.
La compagnia motiva questa decisione spiegando che "questa nuova struttura semplificherà l’organizzazione, concentrandola sui clienti finali e creando valore per gli azionisti, permetterà di allocare le risorse in modo più efficace e di ridurre i costi di amministrazione".
Kodak ha avviato una ristrutturazione per ridurre i costi e ottimizzare le risorse
I segmenti della nuova struttura sono stati ridotti da tre a due (professionale e consumer), e riporteranno direttamente al numero uno Antonio M. Perez. La nuova organizzazione ha corso dal 1 gennaio 2012. I segmenti commercial e consumer sostituiranno l'attuale Graphic Communications Group (GCG), che fornisce apparecchiature per la stampa digitale, consumabili e software per il settore della stampa editoriale e commerciale, il Consumer Digital Imaging Group (CDG), che aiuta i clienti consumer ad acquisire e stampare immagini, il Film Group e la parte Spettacolo (FPEG), che continua a rappresentare la pellicola tradizionale e i prodotti di carta fotografica.
Il segmento commercial includerà tutti i GCG più due linee di prodotti FPEG (Entertainment Imaging e film commerciale). Il segmento consumer includerà il CDG più tre linee di prodotto FPEG. L'informativa sulla situazione finanziaria dell'azienda cambierà nel 2012. Alla chiusura del terzo trimestre l'azienda fornirà, ai fini comparativi, i risultati dell'anno precedente per i segmenti commercial e consumer.
Nonostante gli azionisti abbiano colto con entusiasmo il cambiamento, resta però il problema della liquidità e non è da escludere che l'azienda debba comunque ricorrere alla vendita di parte del suo portafoglio brevetti per sostenersi, sempre che non riesca a farlo fruttare più di quanto non abbia fatto finora.
L'ipotesi è riconfermata dall'ennesima causa in cui Kodak ha trascinato Apple a HTC negli ultimi giorni. La pietra dello scandalo questa volta riguarda la condivisione di immagini digitali fra differenti dispositivi elettronici, per la quale le due aziende starebbero sfruttando indebitamente quattro proprietà intellettuali di Kodak.
Stando a quanto riportato dall'agenzia Reuters, Kodak avrebbe chiesto sia il blocco dell'importazione e vendita dei prodotti sia danni monetari per il torto subito. L'autofinanziamento è tuttavia la necessità primaria di Kodak, come ammesso nel comunicato ufficiale, in cui si legge: "il nostro interesse primario non è quello di interrompere la disponibilità dei prodotti, ma di ottenere un equo indennizzo per l'uso non autorizzato della nostra tecnologia", perché "il rifiuto delle aziende di compensare adeguatamente Kodak per l'uso della sua tecnologia impedisce la capacità di continuare a innovare e introdurre nuovi prodotti".
La nuova causa si affianca a quella, sempre scatenata da Kodak, che coinvolge Apple e RIM e per la quale è attesa la sentenza per settembre 2012.