Facebook è finito nel mirino dell’antitrust tedesco. Il gruppo di Menlo Park, infatti, è sospettato dal Bundeskartellamt di abuso di posizione dominante sul mercato dei social network, con l’accusa di imporre agli iscritti condizioni di utilizzo dei dati personali in contraddizione con le leggi vigenti sulla protezione degli stessi dati. L’autorità tedesca, si legge in un comunicato, “esaminerà fino a quale punto potrebbe sussistere una connessione tra la possibile posizione dominante della compagnia e l’utilizzo di queste clausole (le condizioni d’uso del servizio, ndr)”. Il problema ruota quasi tutto attorno alla pubblicità sul social network. Il Bundeskartellamt ritiene infatti che Facebook, tramite l’ovvia richiesta di dati personali per l’iscrizione e per la costruzione del profilo social, consenta agli inserzionisti di pubblicare i propri banner pubblicitari ad hoc sulle bacheche degli utenti.

Tra i poteri nelle mani dei garanti tedeschi si trova anche la possibilità di comminare multe, ma un portavoce dell’ente ha spiegato a The Next Web che molto probabilmente la decisione finale sarà l’obbligo per Facebook di modificare i termini e le condizioni d’uso del servizio in Germania. I problemi per l’azienda di Mark Zuckerberg si potrebbero però nascondere nelle ultime tre righe del comunicato stampa diffuso dall’antitrust.

“Il Bundeskartellamt sta conducendo le indagini a stretto contatto con i funzionari competenti, con le associazioni per la tutela dei consumatori e con la Commissione Europea, oltre che con le autorità preposte degli altri Stati membri”. Un’indagine a livello continentale potrebbe trasformarsi in grane più serie per Facebook. Così come altri colossi dell’hi-tech, anche il social network blu si è già scontrato in passato con le autorità europee.

 

Il Bundeskartellamt a Bonn (Germania)

 

A giugno 2015, il gruppo californiano era finito davanti a un giudice belga con l’accusa di mancata trasparenza e abuso di cookie nel tracciamento di chi naviga dentro e fuori dalla piattaforma. Il tutto in un contesto legislativo che è fortemente cambiato a inizio febbraio 2016 dopo l’introduzione del nuovo scudo sulla privacy voluto dalla Commissione.

Per il momento, però, Facebook si mostra sicura di sé. In un’email inviata dal portavoce dell’azienda a Bloomberg, infatti, il social network si è dichiarato “certo di rispettare la legge”. Inoltre, la compagnia di Menlo Park “lavorerà fianco a fianco con il Federal Cartel Office per rispondere a tutte le domande che verranno poste”. L’antitrust tedesco, tra le altre cose, dovrà verificare anche se gli utenti iscritti a Facebook siano sufficientemente informati in merito al reale utilizzo dei loro dati personali.