Non solo Pc, elettrodomestici intelligenti, smartphone e router: il Ces di Las Vegas è sempre più la vetrina giusta per parlare di automotive e, ovviamente, del sogno dei veicoli a guida autonoma. Come già successo nelle scorse edizioni, i grandi nomi della tecnologia fanno a gara per presentare soluzioni all’avanguardia, ricorrendo a toni enfatici che spesso fanno perdere il senso della realtà. I progressi in questo campo sono innegabili, ma occorrerà ancora parecchio tempo per vedere circolare in strada delle automobili senza conducente. Uno dei principali problemi da risolvere è la connettività a bordo e la capacità dei veicoli di comunicare con l’ambiente circostante. Qualcomm, per esempio, sta provando ad aggirare l’ostacolo con una serie di chipset, chiamati C-V2x (Cellular Vehicle-to-Everything), progettati proprio per consentire alle macchine di “parlarsi”.

Al Ces di Las Vegas alcuni produttori, come Audi, Ducati e Ford, hanno effettuato dei test per dimostrare la validità di chip wireless di questo genere, che dovrebbero aumentare radicalmente la sicurezza soprattutto in certe situazioni come, ad esempio, la precedenza agli incroci o l’attraversamento improvviso di pedoni. “Proprio perché C-V2x può essere facilmente integrata in tutti i modem per offrire comunicazioni dirette, la sua implementazione ha un ottimo rapporto costi-benefici”, ha spiegato Qualcomm.

Considerando infatti che la maggior parte delle case automobilistiche sta aggiungendo la connettività alle proprie vetture, va da sé come non dovrebbe essere difficile prevedere anche uno “strato” tecnologico basato su C-V2x. La destinazione finale di questo viaggio, però, è la possibilità di collegare in rete non solo i veicoli ma anche tutto il mondo circostante, sviluppando ad esempio sistemi di connessione Vehicle-to-Pedestrian (V2p) e Vehicle-to-Infrastructure (V2i). In questo modo le automobili sarebbero inserite in un contesto intelligente, in grado di rispondere in tempo reale agli input provenienti anche da pedoni, semafori, segnaletica stradale e così via.

Come detto, dovranno però passare diversi anni per vedere soluzioni di questo genere nel mondo reale. Ducati, ad esempio, ha approntato una roadmap per migliorare la sicurezza delle proprie moto che ha come orizzonte il 2025. In questa strategia, la comunicazione C-V2x avrà un ruolo centrale. Ford, invece, integrerà i chip in tutti i modelli lanciati sul mercato americano a partire dal 2022. Qualcomm ha svelato anche altre due novità, vale a dire un prototipo di un sistema di riconoscimento vocale per veicoli basato su Amazon Alexa, e la terza generazione della piattaforma Snapdragon Automotive Cockpit.

Nel primo caso l’obiettivo è dimostrare come l’esperienza vocale possa migliorare sensibilmente l’esperienza alla guida, offrendo un’interazione più naturale fra il conducente (ma non solo) e la vettura. I servizi testati da Qualcomm includono anche Amazon Music, Prime Video, Fire Tv e Audible e la tecnologia alla base della soluzione è la Smart Audio Platform proprietaria.

 

L'evoluzione della piattaforma per l'automotive di Qualcomm

 

Si rivolge sempre all’infotainment (e anche alla sicurezza) la piattaforma Snapdragon Automotive Cockpit, disponibile nelle versioni Performance, Premiere and Paramount per coprire tutte le fasce del mercato. Costruita con un’architettura modulare, permetterà alle case automobilistiche di personalizzare configurazioni e servizi per i propri clienti, offrendo per esempio soluzioni di intelligenza artificiale, di navigazione e multimediali.

Le tecnologie incluse nella piattaforma sono un motore di Ai multi-core, l’image signal processor (Isp) Spectra, la quarta generazione di Cpu della famiglia Kryo, il processore di segnale digitale Hexagon e la componente grafica Adreno. Tutti componenti ben noti anche agli appassionati di smartphone, in quanto compongono i chipset della serie Snapdragon destinati al mercato mobile.

 

Nvidia rilancia sulla guida autonoma

Con un appuntamento diventato ormai una tradizione, anche Nvidia ha scelto il Ces per svelare le proprie novità per il mercato automotive. Ecco quindi arrivare Drive Autopilot, un sistema di assistenza alla guida di livello due “plus” (su una scala di cinque), quindi leggermente più avanzato rispetto alle soluzioni di pari grado oggi disponibili, che permettono al veicolo di gestire accelerazione e frenate in autonomia. Il conducente deve comunque mantenere il pieno controllo del mezzo.

Quanto proposto da Nvidia è una combinazione hardware e software, che unisce i system-on-chip Xavier agli applicativi della suite Drive, mettendo nelle mani dei produttori una piattaforma in grado di aggiungere “intelligenza” alle vetture. Ad esempio, Drive Autopilot può mappare in autonomia i luoghi, creando di conseguenza un tragitto anche senza sistemi di navigazione basati su immagini ad alta definizione.

I veicoli potranno inoltre monitorare costantemente l’attenzione del guidatore, allertandolo in caso di colpi di sonno o di altre distrazioni. Il chip Xavier può elaborare 30mila miliardi di operazioni al secondo, consumando soltanto 30 watt. Il sistema, pensato sia per le automobili sia per i camion, entrerà in produzione dal 2020.