Huawei vuol tentare il raddoppio: mettere due schermi su un solo telefono e, già che ci siamo, tre fotocamere. Un nuovo documento di brevetto, scoperto dal sito LetsGoDigital, mostra il progetto di uno smartphone dotato di display principale e secondario, quest’ultimo più piccolo e posto sul retro del dispositivo, su cui figurano anche tre lenti fotografiche posteriori. Oltre a dichiararsi, prevedibilmente, non colpevole di fronte all’accusa di violazione delle sanzioni Usa (l’azienda è accusata di aver fatto affari con l’Iran, Paese in lista nera, e da questo fatto o pretesto è scattato settimane fa l’arresto in Canada della direttrice finanziaria Meng Wanzhou) e oltre ad affrontare la battaglia politica e commerciale contro il governo di Donald Trump (che vorrebbe escluderla dall’affare del 5G), la società cinese non smette fortunatamente di macinare nuove idee per il mondo consumer.

Lo stesso documento è stato registrato a poca distanza di tempo all’ufficio dell’Euipo (European Union Intellectual Property Office) e al Wipo (World Intellectual Property Office). La tripla fotocamera in esso mostrata non è una novità assoluta, dato che l’azienda addirittura ne proporrà quattro sul Huawei P30, in uscita a fine mese. Nel brevetto una delle tre lenti è uno zoom a periscopio (così come lo è una delle quattro lenti del P30) che permette di catturare immagini di qualità con un ingrandimento 10X.

Ma perché tre lenti e non quattro? Perché grazie allo schermo quadrato sul retro si potrà fare a meno della fotocamera frontale o, come ormai viene chiamata, “selfie cam”: l’utente, accingendosi all’autoscatto, potrà vedersi inquadrato nel display. Altra caratteristica che balza all’occhio è quello che pare assomigliare a un notch a forma di goccia e che, secondo indiscrezioni, potrebbe nascondere un sensore per il riconoscimento facciale.

 

 

Per il resto, i disegni del dispositivo immaginato nel documento richiamano il design classico dei telefoni Huawei della gamma “P”, molto sottili, con angoli solo leggermente arrotondati e cornice ridotta al minimo. Non resta che aspettare per capire se mai il brevetto si tradurrà in un prodotto commerciale, magari il protagonista della futura gamma Mate 30. Intanto l’azienda cinese può affrontare con una certa serenità il 2019 almeno per quanto riguarda gli smartphone, dopo un 2018 in cui i suoi volumi di vendita sono cresciuti del 33,6%.