Non basta più il backup & restore e nemmeno la semplice disponibilità per le aziende impegnate ad affrontare la trasformazione digitale in chiave di ricerca immediata di un vantaggio competitivo. Per questo Veeam, che sui concetti appena esposti ha costruito una crescita ancora oggi a due cifre annue, ha deciso di fare un ulteriore salto in avanti, proponendo la visione di un’impresa iperdisponibile, pronta a gestire in modo intelligente i dati in modo scalabile: “Non solo cresce la quantità di dati da analizzare e memorizzare”, commenta Albert Zammar, vicepresidente Semea di Veeam, “ma anche la loro diffusione su differenti strumenti e piattaforme, compreso il cloud. La loro interpretazione è una delle chiavi della trasformazione digitale e occorre arrivarci in modo veloce”.

L’evoluzione dell’offerta segue, dunque, questa strada e si fonda sulla Veeam Hyper-Availability Suite (Vhap), che sarà disponibile in versione completa a novembre e comprenderà, fra l’altro, un nuovo orchestratore capace di spostarsi in autonomia sui siti secondari in caso di problemi e un modulo Datalabs, che permette di ricreare ambienti di produzione su macchine virtuali per test e altre esigenze.

D’altra parte, la proliferazione dei dati in azienda richiede un nuovo tipo di approccio, dove “l’amministrazione tradizionale a base di regole e i backup schedulati lasciano il posto a un sistema focalizzato sul comportamento, per consentire ai dati di gestirsi in modo più autonomo e intelligente, producendo le informazioni commrciali e operative critiche per il business in modo rapido”, aggiunge Alessio Di Benedetto, presales manager Semea di Veeam.

Appare chiaro, in sostanza, come un vendor che ha fatto fortuna con soluzioni di virtualizzazione per il backup e il restore, indirizzandosi soprattutto verso le piccole e medie aziende, abbia ormai spostato la propria attenzione verso la fascia più alta del mercato, puntando non solo sull’alta disponibilità, ma anche sul backup dei server fisici e delle postazioni di lavoro, per arrivare ai servizi cloud dei principali operatori del settore.

In quest’ottica, la disponibilità di Vao (Veeam Availability Orchestrator) consente non solo di spostare l’intera operatività di un’azienda dal data center primario a uno secondario o in cloud quando necessario, ma introduce una piattaforma proattiva, che sa quando sta per accadere un determinato avvenimento e può migrare in autonomia le informazioni. In questo modo, si concretizza la visione di un Intelligent Data Management, dove i dati riescono ad autoproteggersi, grazie alla presenza di tecnologie di intelligenza artificiale e machine learning che consentono di correlare eventi e agire a livello di prevenzione.

Per quanto riguarda Datalabs, si tratta del successore di Virtual Lab, che già consentiva di utilizzare una sandbox per ricreare macchine virtuali di produzione per test e sviluppi. La nuova versione spinge più avanti il concetto, consentendo di creare dinamicamente la zona di copia delle macchine virtuali, per intervenire dove serve (ad esempio per inserire patch) prima di rimetterle in produzione.

 

 

Il supporto dei clienti in Italia

In Italia Veeam conta, a detta di Albert Zammar, su oltre 19mila clienti e circa venti nuovi si aggiungono ogni giorno. Si tratta perlopiù di realtà che hanno bisogno di non perdere i propri dati, ma vogliono adottare una soluzione non troppo complessa e flessibile. Il passaggio verso realtà più strutturate, dove l’always-on è un cardine del business, sta avvenendo sulle stesse basi storiche, con l’aggiunta di funzionalità e soluzioni indirizzate a quella che oggi viene identificata come iperdisponibilità.

È il caso di Tim, che su questi concetti sta fondando l’evoluzione della propria stessa natura di fornitore: “Siamo un’azienda leader nell’Ict”, puntualizza Tommaso Bonaccorsi di Patti, vicepresidente direct sales channel management, “e sono ormai numerose le imprese che si rivolgono a noi per garantire a loro volta qualità dei servizi e disponibilità continua. Veeam ci è apparso l’interlocutore giusto per la flessibilità dell’offerta e la competenza delle persone”.

Diversa nella natura, ma simile nelle necessità è Sky, che ha ampliato nel tempo l’offerta televisiva per far sì che gli abbonati non si debbano perdere mai nulla dei programmi preferiti: “Protezione e disponibilità dei dati sono alla base della nostra proposta”, conferma l’It specialist engineering & service management Marco Reale. “Il monitoraggio omniplatform è essenziale per prevenire il più possibile i problemi. Dobbiamo poter garantire continuità dei servizi e in questo Veeam ci ha dato le opportune garanzie, ma a ciò si sono aggiunte una capacità di integrazione con i sistemi storage esistenti e una semplicità d’uso che hanno fatto la differenza”.