Acqua più pulita e un futuro più ecosostenibile. Un sogno per tutto il Pianeta, che oggi parte dalla Georgia, dal circuito idrico che attraversa la città di Atlanta, ma che in futuro potrebbe abbracciare zone sempre più vaste. Protagonisti Ericsson e l’operatore di telecomunicazioni AT&T: insieme, con il progetto Connected Water, permetteranno il monitoraggio da remoto della qualità dell’acqua cittadina nei punti chiave del bacino Proctor Creek, che scorre attraverso zone residenziali, complessi industriali, parchi cittadini e scuole pubbliche coprendo un’area abitata da oltre 60mila residenti. E non solo: si tratta di una risorsa di acqua potabile per circa quattro milioni di persone.

Al momento sono stati avviati i primi test, basati su un prototipo sviluppato da studenti universitari, ma l’obiettivo finale è quello di velocizzare e migliorare il lavoro di Chattahoochee Riverkeeper, organizzazione (così chiamata per via del nome pellerossa del fiume che protegge) incaricata di monitorare la qualità dell’acqua ad Atlanta.

All’interno di questo sistema, AT&T fornisce connettività wireless agli apparati di rilevamento e di comunicazione di Ericsson, che sono la fonte di grandi quantità di dati analizzabili. L’idea di fondo è quella di sfruttare i sensori e gli analytics per fini ambientali (la tutela di un fiume) e sociali (la salubrità dell’acqua potabile), inserendo nel concetto di “Internet of Everything” anche elementi della natura. D’altra parte, come noto, il mercato dell’Internet of Things è destinato a crescere molto nei prossimi anni: secondo il Mobility Report di Ericsson, per esempio, si potranno conteggiare 28 miliardi di dispositivi connessi entro il 2021.

 

 

 

“La connettività porta le città a ripensare come fare leva sulla tecnologia per generare benefici per i residenti”, ha commentato Mike Zeto, general manager Smart Cities di AT&T, mentre Elaine Weidman-Grunewald, vice president Sustainability and corporate responsibility di Ericsson, ha ricordato che “connettere in maniera wireless una città alla propria acqua potabile fa sì che le città possano concentrarsi in maniera ancor più creativa sullo sviluppo sostenibile”.