Il mercato dell’Internet of Things negli Stati Uniti, secondo Idc, raggiungerà un valore di 357 miliardi di dollari entro il 2019, crescendo da qui ad allora del 16,1 per cento. Per Visionmobile nei prossimi quattro anni saranno attivi quasi dieci milioni di sviluppatori in ambito IoT, contro i cinque milioni di oggi. Ecco perché colossi come Ibm e At&T stanno spingendo molto in questa direzione. Le due aziende hanno stretto in queste ore un nuovo accordo di collaborazione per creare strumenti per sviluppatori basati su tecnologie e standard open source come Node-Red e Mqtt (Mq Telemetry Transport). Gli utenti potranno così approfittare della potenza di calcolo di Ibm Cloud, di Bluemix e dei servizi di computing cognitivo di Watson, oltre che della rete globale e delle piattaforme per l’Internet delle cose dell’operatore statunitense, tra cui Flow Designer (per la distribuzione di applicazioni as-a-Service) e M2X per la gestione dei dati.

I due gruppi stanno collaborando anche alla creazione di un nuovo “starter kit” per rendere più agevole per gli sviluppatori muovere i primi passi in questo segmento. I clienti saranno così in grado di acquistare le tecnologie combinate di At&T e Ibm in un unico set di strumenti per una serie completa di tecnologie IoT, in modo da poter avviare nuovi progetti più rapidamente.

A livello di Api, Big Blue metterà a disposizione dieci interfacce di Watson, tra cui riconoscimento visivo, informazioni sulla personalità, tradeoff analytics e conversazione/traduzioni. Le Api di Watson, insieme a quelle serverless Openwhisk, possono essere utilizzate per abbattere le barriere che impediscono l’analisi dei dati non strutturati e fornire l’accesso a funzionalità avanzate, tra cui computing cognitivo e apprendimento automatico e approfondito.

Gli sviluppatori possono sfruttare funzionalità avanzate e creare nuove applicazioni in ambito IoT, quali ad esempio un’app per tracciare gli asset in grado di mostrare la posizione geografica di un determinato bene. Utilizzando queste informazioni, insieme ai dati meteorologici provenienti da The Weather Company, le imprese potrebbero prevedere eventuali ritardi nella catena logistica o dirottare determinate consegne su altri itinerari.