Il 2018 sarà l’anno dell’Internet delle cose. Idc ha stimato il valore globale degli investimenti che verranno effettuati nei prossimi 12 mesi nel mercato degli oggetti connessi. E i numeri sono rilevanti. Secondo la società di ricerca nel 2018 verranno spesi 772,5 miliardi di dollari, pari a un aumento del 14,6 per cento rispetto a quest’anno (674 miliardi). E spostando l’orizzonte temporale ancora più in là, arrivando quindi fino al 2021, è stata stimata una cifra superiore ai mille miliardi di dollari, per una crescita media annua del 14,4 per cento. Per Idc la componente di investimento a maggior valore sarebbe generata dall’hardware, vale a dire dalla sensoristica e più in generale dall’infrastruttura di supporto. In questo caso il fatturato previsto per il 2018 è pari a 239 miliardi di dollari.

La seconda maggiore categoria di investimento ricadrebbe invece su servizi, software e connettività. I driver della spesa software vengono in particolare individuati nelle applicazioni, negli analytics, nelle piattaforme IoT e nella sicurezza. Questo segmento evidenzierebbe la migliore prestazione in termini di crescita media annua, stimata nell’ordine del 16,1 per cento fino al 2021. Un punto esatto in più di quanto previsto per l’hardware.

Si tratta di dinamiche di spesa che avvalorano un’evoluzione diversa da quella conosciuta finora e che si concretizza in una sempre più ampia affermazione dell’Internet delle cose in termini di soluzione. “Nel 2021 la spesa dei progetti IoT sarà rappresentata per il 55 per cento da software e servizi”, spiega Carrie MacGillivray, vice president, Internet of Things and mobility di Idc. I settori più coinvolti dalla trasformazione saranno il manifatturiero (189 miliardi di dollari previsti per il 2018), i trasporti (85 miliari) e le utility (73 miliari).

Il manifatturiero si focalizzerà soprattutto nella digitalizzazione dei processi produttivi e nella gestione degli assett relativi. Nei trasporti due terzi della spesa si ritiene saranno per lo più associati al monitoraggio delle merci trasportate e alla gestione delle flotte di veicoli. Infine nel settore delle utility a dominare sarà la spesa dedicata alla creazione di reti intelligenti (smart grid) per l’elettricità, il gas e l’acqua. In costante crescita infine il comparto della auto connesse e degli edifici intelligenti.

 

 

Gli investimenti IoT si concentreranno soprattutto nel mercato B2B. Quest’ultimo assorbirà infatti circa il 90 per cento della spesa previsto per il 2018, mentre la componente residuale sarà associata all’area cosnumer, in particolare smart home, ovvero automazione, sicurezza e dispositivi intelligenti (il tasso di crescita media annua previsto sarà del 21 per cento)

Dal punto di vista geografico i big spender sono localizzati nell’area Asia-Pacifico, con una capacità di spesa per il 2018 valutata nell’ordine di 312 miliardi di dollari. A seguire il Nord America (203 miliardi) ed Europa, Medio Oriente e Africa (171 miliardi di dollari). Il Paese che in assoluto metterà sul piatto le somme maggiori sarà la Cina, con 209 miliardi. Non meno rilevante comunque la spesa degli Stati Uniti (194 miliardi), del Giappone (68 miliardi) e della Corea del Sud (29 miliardi).