L’espressione iPhone 11 è la quinta query più popolare su Google Search nel 2019. Ed è l’unico tema tecnologico nelle principali top-10 di quest’anno, compilate dall’azienda di Mountain View e pubblicata nella sezione Google Trends distinguendo tra varie categorie di ricerca (personaggi, spettacoli televisivi, mete vacanziere, “cosa significa”, “perché” e altro ancora) e proponendo anche analisi nazionali. Un buon termometro per misurare le tendenze e gli interessi emergenti nella società mondiale, sebbene un termometro privo di valore statistico completo dato che non tutti usano Internet e, fra chi naviga online, non tutti scelgono o possono scegliere i servizi di Google (in Cina per esempio non lo si può fare, salvo ricorrere a una Vpn). 

 

Nessuna query di argomento tecnologico compare nella top-10 italiana, dominata invece da Nadia Toffa e, a seguire, dalle parole “Notre Dame”, “Sanremo”, “elezioni europee”, “Luke Perry, “Governo”, “Jocker”, “Mia Martini”, “Mamhood” e “Thanos”. Va detto che in realtà le classifiche di fine anno di Google Trends non conteggiano i  numeri assoluti delle query, bensì evidenziano i termini che hanno avuto un picco di ricerca rispetto all’anno precedente.

 

Le parole con maggiore picco di ricerca nel 2019, su scala mondiale

 

Tornando allo smartphone di Apple e uscendo per un attimo dal territorio dei motori di ricerca, dobbiamo notare che all’indomani della presentazione gli iPhone 11, iPhone 11 Pro e iPhone 11 Pro Max sono stati accolti bene dal mercato, con forti vendite iniziali e il commento di Tim Cook su un debutto definito “molto, molto buono”. Ma già a fine ottobre le principali società di analisti bocciavano il lancio come un mezzo flop: Canalys, per esempio, stimava che nel terzo trimestre le vendite di cellulari Apple fossero in calo del 7% rispetto a quelle del terzo trimestre 2018. Nel commentare, poi, i risultati dell’intero anno fiscale, Cook citava “i ricavi più alti di sempre per il quarto trimestre, spinto dall’accelerazione della crescita di servizi, dispositivi indossabili e iPad”. Nessun accenno all’iPhone 11.

Forse, approssimando un po’, potremmo dire che i tre smartphone lanciati quest’anno hanno generato moltissima attenzione, portando all’acquisto immediato lo zoccolo duro dei fan di Apple e spingendo i curiosi a cercare informazioni e recensioni sul Web (da cui il picco di query su Google Search). I prezzi elevati degli iPhone 11, al contrario, hanno ostacolato un più esteso processo di aggiornamento, da vecchio a nuovo melafonino, tra i possessori di precedenti edizioni di Phone. Gli analisti di Gartner, fra l’altro, hanno osservato nel corso di quest’anno un generale spostamento delle preferenze dei consumatori verso modelli mid-range, una fascia di mercato in cui Apple non è presente e dove, invece, spopolano marchi come Huawei e Xiaomi.

Forse il 2020 ridarà una seconda vita all’iPhone 11, che in autunno potrà sfruttare la leva del consueto, atteso calo di prezzo quando saranno lanciati i modelli successivi. I rumors già iniziano a circolare: l’analista Ming-Chi Kuo pronostica l’arrivo di quattro dispositivi con schermo Oled e di un più economico telefono Lcd.