L’iPhone rallenta e rallentano, in generale, le vendite di hardware marchiato Apple. Eppure l’azienda festeggia: nei risultati del trimestre chiuso a fine marzo (il secondo dell’anno fiscale 2019), nonostante il calo del 5% dei ricavi e quello del 16% dei profitti, è anche racchiusa un’ottima performace dei servizi. Dalla vendita di app, dallo streaming di Apple Music e dagli altri suoi servizi la Mela ha fatturato 11.450 miliardi di dollari, con “il tasso di crescita più alto di sempre”, ha sottolineato il Ceo, Tim Cook. Un anno prima, infatti, il dato era fermo a 9,85 miliardi di dollari. Ma il calo delle vendite hardware, dai 51,287 miliardi di dollari del primo trimestre 2018 ai 46,565 miliardi dell’ultimo bilancio, ha pesato abbastanza da produrre un segno meno sul giro d’affari complessivo. In totale, i ricavi dei tre mesi sono stati di 58,015 miliardi di dollari, a fronte di 11,561 miliardi di utile netto.

 

Agli investitori, tuttavia, poco è importato: al Nasdaq il titolo ha fatto un balzo notevole, passando dai circa 200 dollari ad azione del 30 aprile ai circa 215 del 1 maggio. Del rallentamento dell’iPhone, d’altro canto, si sapeva da tempo, così come si sa che tale dinamica va ascritta nel più generale ruzzolone del mercato degli smartphone, e che il periodo dell’anno più strategico per questo tipo di prodotti è compreso fra ottobre e dicembre. E Tim Cook si è detto fiducioso: per l’iPhone “i mesi peggiori sono passati”. Gli fanno da spalla le parole del direttore finanziario, Luca Maestri, secondo il quale dopo il crollo della domanda di iPhone in Cina la ripresa è cominciata e “pensiamo che il miglioramento proseguirà anche nel terzo trimestre”.

 

"I nostri risultati del trimestre di marzo”, ha aggiunto l’amministratore delegato, “mostrano la continua forza della nostra base installata di oltre 1,4 miliardi di dispositivi attivi, avendo stabilito il record di sempre per i servizi, e mostrano anche il forte slancio della nostra categoria Wearables, Home e Accessori, che ha stabilito un nuovo record”. Nell’hardware si distingue, un po’ a sorpresa, l’iPad: il tablet ha realizzato la miglior crescita di vendite degli ultimi sei anni, anche per merito del lancio di nuovi modelli.

 

 

Insieme all’annuncio dei risultati finanziari trimestrali, Apple ha fatto sapere di voler estendere il piano di buyback con ulteriori 75 miliardi di dollari di investimento, mentre i dividendi saranno aumentati (per la settima volta in meno di sette anni) del 5%, fino a fruttare 77 centesimi ad azione. La guidance per il terzo trimestre dell’anno fiscale in corso, cioè quello di aprile, maggio e giugno, indica una stima di fatturato compresa tra i 52,5 e i 54,5 miliardi di dollari e un margine lordo compreso fra 37% e 38%. Per l’autunno, poi, è atteso il lancio di nuovi servizi di gaming a pagamento e di una nuova offerta di film e programmi televisivi in streaming (Apple Tv Plus). E chissà che la bilancia di hardware e servizi non debba pendere ancor di più a favore dei secondi.